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Al giro di boa e Campioni d’inverno

Giunti alla termine del girone d’andata del campionato 2020-2021, avanziamo una prima valutazione della stagione.

Ci appoggiamo ai numeri, che non sono tutto nello sport ma costituiscono una buona base di partenza. Il Milan (in campo contro il Bologna) si è laureato Campione d’inverno con 43 punti (il risultato più basso degli ultimi quattro campionati). Un primato meritato, frutto del lavoro intrapreso già lo scorso anno. Dalla ripresa del campionato, infatti, la squadra di Pioli ha inanellato 12 risultati utili consecutivi, conquistando 30 punti sui 36 disponibili. A dimostrazione che – spesso – le stagioni si costruiscono sulla scia di quella precedente (capitò anche al Napoli dei 91 punti).

Per gli amanti delle statistiche, è la seconda volta che il Milan conquista il titolo di Campione d’inverno da quando la serie A (stagione 2004-2005) è diventata a 20 squadre. Su sedici volte, quattordici la squadra che ha fatto più punti nel girone d’andata ha vinto lo scudetto. Solo il Napoli di Sarri, per ben due volte, non è riuscito nell’impresa. Triste primato. Chiaramente, i tifosi del Milan sono autorizzati a fare tutti gli scongiuri del caso.

Andamento lento

Questa prima parte della stagione ci dice che nessuna squadra è imbattuta, ma soprattutto che si “corre” meno. Dal confronto leggiamo che l’Atalanta ha un punto in più rispetto alla stagione 2019-2020, la Fiorentina gli stessi punti, il Genoa due in più, l’Inter cinque in meno, la Juventus dodici in meno (ma deve recuperare una partita), la Lazio nove in meno, il Milan diciotto in più, il Napoli dieci in più (con una partita in meno), la Roma due in più, la Sampdoria sette in più, Sassuolo undici in più, il Torino tredici in meno, l’Udinese sei in meno, Verona quattro in più. In totale sono stati realizzati 517 punti rispetto ai 527 della scorsa stagione (ma con una partita in meno).

Un calo di prestazioni che non dipende da una maggiore competitività delle squadre di bassa classifica, anzi, la forbice tra le prime sette e le “altre” si allarga anno dopo anno.

Nella scorsa stagione, alla fine del girone d’andata, le ultime 10 squadre avevano totalizzato 185 punti, rispetto ai 170 raccolti dalle ultime 10 nel campionato in corso. La questione è seria, e andrebbe affrontata con equo raziocinio dalla Lega (salvo non volersi accontentare di apparenti soluzioni). 

Il minor smalto delle squadre di vertice dipende, molto probabilmente, da una serie di fattori eccezionali dovuti alla nota pandemia mondiale che ha compresso ulteriormente i calendari, e ridotto la preparazione estiva.

Di fatto, dall’inizio della stagione le squadre che disputano le Coppe Europee giocano ogni settimana tre partite (nelle scorse stagioni l’intervallo tra una gara europea e l’altra era di 15 giorni).

Per ovvie ragioni, non hanno aiutato “nemmeno” le “pause” per gli impegni delle nazionali. Il risultato è che la lotta per il Titolo – per ora – appare più agguerrita (finalmente!), e la quota scudetto dovrebbe essere più bassa, sotto i 90 punti, prevediamo tra gli 85-88.

Per completezza, va notato il minor rendimento interno, anche da parte delle squadre di vertice. Evento facilmente prevedibile vista l’assenza degli spettatori negli stadi. E questo per buona pace di chi vorrebbe trasformarli in teatri senza curve e senza tifo organizzato.

Lotta tra le quattro del nord

Le milanesi sono tornate. A questo punto della stagione l’Inter sembra la squadra favorita per la conquista del titolo. La società ha investito parecchie risorse negli ultimi due anni, la rosa appare competitiva, in più l’Inter ha il vantaggio di non avere impegni europei (ma ha lo svantaggio di avere un allenatore troppo sclerotico). Chiaramente, la Juventus per tradizione e attitudine alla vittoria è sempre la squadra da battere. Ergo, mai darla per vinta troppo presto.

Possono giocare un ruolo da outusider, il Milan el’Atalanta. La squadra di Pioli dalla sua ha l’entusiasmo della gioventù e il carisma di IbrahimovićSaranno cruciali questi due mesi invernali, quando sarà chiamata ad uno sforzo notevole (l’Europa League ha un turno in più). Per vincere lo scudetto dovrà perdere meno punti possibile (nelle prime 10 giornate del girone d’andata il Milan ha realizzato 26 punti, l’Inter 21, la Roma 18, la Juve 17 e l’Atalanta solo 15).

L’Atalanta ha risolto i problemi dello spogliatoio ed ha già dimostrato di saper inanellare un filotto di vittorie considerevole. È attardata ma può ancora provarci (anche perché gioca un gran calcio).

La Roma, pur avendo un punto in più, non sembra avere le potenzialità per arrivare fino in fondo. Stesso discorso per Napoli e Lazio, appaiate in classifica a 34 punti.

Il covid-19 può sparigliare ancora le carte (ma fino ad oggi ha colpito e danneggiato tutte più meno equamente). Sportivamente, speriamo che sia il campo a decretare il vincitore del campionato, pertanto che la stagione venga portata termine regolarmente con le 38 partite.