La Repubblica Ceca non tradisce mai all’esordio e si impone a Glasgow contro la Scozia grazie a due reti di un meraviglioso Patrick Schick. La partita, equilibrata e ben giocata da ambedue le squadre, è stata di fatto decisa dalle perle dell’ex giocatore di Sampdoria e Roma.

La Scozia ha basato il suo gioco sulle caratteristiche del suo calcio: grande fisicità unita al solito agonismo britannico. I valori in campo tuttavia hanno favorito i cechi che nelle individualità si sono dimostrati superiori.

Schick ha poi letteralmente indirizzato una partita altrimenti equilibrata: se il primo gol è stato un semplice colpo di testa su cross, la seconda rete entra di diritto tra le più belle della storia degli europei. Una conclusione da centrocampo che si è infilata sotto l’incrocio dei pali senza che il portiere scozzese Marshall potesse fare nulla.

La vecchia conoscenza del nostro calcio, talento evidentemente incompreso, ha spento l’entusiasmo dei tifosi scozzesi e dato fiducia ad una nazione che da sette edizioni non delude le aspettative. La Repubblica Ceca dunque si attesta accanto all’Inghilterra in testa al “girone d’Oltremanica”.

Se gli inglesi hanno vinto tuttavia tra le mura amiche e con fatica, i cechi sono passati in un campo ostico dimostrando maturità di squadra e individualità di alto livello.

La Scozia da par suo ha giocato una partita gagliarda e il discorso qualificazione non è affatto chiuso: Vaclík si è dovuto più volte opporre alle offensive scozzesi, risultando anch’esso decisivo ai fini del risultato finale.

Una squadra viva che è stata stordita da una prodezza epocale ma che si è dimostrata vivace e proprositiva, e che può ancora dire la sua in termini sia di secondo posto che passando tra le migliori terze.