Intervenuto sulla finale di ieri sera giocata tra Italia e Inghilterra, Mourinho come da usanza non è stato banale nel commentare la lotteria finale dei calci di rigori che hanno sancito la vittoria degli Azzurri. Il tecnico della Roma non ha fatto prigionieri, tacciando di codardia i leader dello spogliatoio dei Tre Leoni, spariti al momento di decidere i rigoristi.

Al momento dei rigori dov’era Raheem Sterling? Dov’era John Stones? Dov’era Luke Shaw? Perché Jordan Henderson o Kyle Walker non sono rimasti in campo?

Molti supporters inglesi si saranno posti la stessa domanda quando hanno visto andare sul dischetto giocatori di indubbio talento ma giovanissimi come Sancho e Rashford, entrati a posta per sbagliare, e soprattutto il povero Saka, classe 2002, al quale Donnarumma deve essere sembrato più grande della porta stessa.

Lo “Special One” ha attaccato tutti tranne chi il coraggio, da capitano e amico, lo ha avuto: Harry Kane che, insieme a Maguire, è stato l’unico dei veterani a presentarsi sul dischetto. Non è un caso se i due condottieri, al contrario dei giovanissimi, hanno tirato dei rigori perfetti.

Southgate ha puntato sull’incoscienza dei giovani piuttosto che sulla maturità dei campioni che hanno affrontato finali e semifinali di Champions: una scelta inconcepibile per Jose Mourinho che ha premiato invece la freddezza, con il brivido finale provocato da Jorginho, dei nostri.

Nota a margine: poteva mancare nell’elenco Luke Shaw? No di certo. Gli screzi tra il tecnico di Setubal e il terzino inglese sono ormai materia di studio e risalgono a quando JM sedeva sulla panchina del Manchester United.

Il terzino, anche lui desaparecido nel momento che contava, ha almeno l’attenuante di aver siglato il gol del momentaneo vantaggio inglese, ma questo evidentemente non è bastato per esentarlo dalle critiche dello Special One.

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