L’Olanda torna a giocare una grande competizione europea dopo sette anni e ad Amsterdam riesce a portare a casa una vittoria preziosa superando l’Ucraina per 3-2.

Partita bellissima alla Johan Cruijff Arena tra due squadre che decidono di affrontarsi a viso aperto e non lesinano agonismo sin dalle prime battute: Frank De Boer opta per un cambio “epocale” e nella patria del 4-3-3, del calcio totale, opta per un 3-5-2 molto offensivo grazie alla spinta dei due esterni Van Ahnolt e Dumfries.

L’assenza di ali viene quindi compensata dai terzini, mentre la regia è affidata ai sapienti piedi di De Jong con De Roon incontrista e Wijnaldum dietro le punte Depay, libero di svariare, e l’obelisco Weghorst, 25 reti in Bundesliga quest’anno e vero e proprio ariete.

Shvechenko mette in piedi un Ucraina spavalda e senza paura, che gioca un 4-3-3 di stampo… olandese, cercando la qualità nel “nostro” Malinovskyi e nell’esperto Yarmolenko, capitano di lungo corso. L’esperienza di Zinchenko a centrocampo e la fantasia di Marlos, brasiliano naturalizzato, fanno il resto.

L’Olanda è padrona del campo sin dalle prime battute, svariando continuamente il gioco da destra a sinistra con personalità e portando molti uomini in area di rigore, dove Weghorst fa a spallate con tutti e libera spazi ai compagni. Il gigante spreca una buona occasione e Dumfries riesce a fare di peggio quando da mezzo metro, manda a lato di testa.

Si farà perdonare nel pirotecnico secondo tempo, ma l’Olanda che meriterebbe il vantaggio, non sfonda il muro ucraino e termina la prima parte di gara sullo 0-0.

La ripresa unisce lo spettacolo e l’intensità del primo tempo, ai gol che arrivano copiosi: Wijnaldum apre le danze al 52′ ribadendo in rete una respinta di Bushchan e Weghorst segna il suo secondo gol in maglia Oranje dopo quello segnato alla Georgia al 57′. Sul suo destro c’è la compartecipazione di Dumfries, ma la UEFA assegna il gol al generoso attaccante.

L’Olanda controlla e non sembra soffrire l’Ucraina che sbanda pericolosamente rischiando l’imbarcata ma Yarmolenko trova la perla che riapre il match: partendo da destra si accentra saltando Ake per poi calciare a giro, il suo destro si infila sotto il sette a Stekelemburg incolpevole.

La squadra di Sheva ci crede e, sfruttando un errore di Ake che non fa scattare il fuorigioco, trova il clamoroso pari con Yaremchuk bravo a deviare di testa una punizione dalla trequarti sinistra calciata da Malinovskyi.

Incanalata sui binari del pareggio, la partita scivola via con l’Olanda che attacca a testa bassa e viene premiata all’85: Wijndal calibra un traversone perfetto dalla sinistra e Dumfries questa volta non sbaglia, scegliendo perfettamente il tempo dello stacco e trafiggendo Bushchan, troppo lento nella reazione e non esente da colpe.