Serie A al termine: il borsino per la nazionale di Mancini

La Serie A chiude i battenti. Vediamo gli spunti dai calciatori italiani, chi sale e chi scende per la nazionale di Mancini

La Serie A sta volgendo al termine dopo una stagione tribolata a causa della sosta forzata dovuta al lockdown. La Juve ha vinto il campionato con relativa facilità, soprattutto per demeriti delle altre. In Champions ci andranno Inter, Lazio e Atalanta.

Vediamo gli spunti per Mancini dal nostro campionato. Ci sono stati alcuni flop, ma anche delle belle scoperte.

Portieri

Gianluigi Donnarumma migliora di anno in anno. Il portiere del Milan fa leva sul suo fisico imponente ed è anche migliorato con i piedi. Alex Meret tecnicamente non ha nulla da invidiargli ed è agilissimo, ma ha mostrato problemi con i piedi e ha sofferto la concorrenza. Le qualità per esplodere ci sono tutte. Alessio Cragno è tornato e ha fatto bene. Migliorato anche Pierluigi Gollini. Nel suolo siamo ben coperti.

Terzini

Giovanni Di Lorenzo si è reso protagonista di un inizio di stagione strepitoso, giocando alla grandissima anche ad Anfield, poi il calo. Discorso opposto per Andrea Conti: male all’inizio, poi in crescendo evidente. Alessandro Florenzi ha avuto poco spazio sia alla Roma che al Valencia e vede la maglia della nazionale sfilarsi di dosso. Davide Calabria non ha convinto. Danilo D’Ambrosio decisamente più adatto per giocare a tre.

Passando ai terzini sinistri, Leonardo Spinazzola, pur bloccato da qualche infortunio, nel post-lockdown ha disputato grandi partite. Emerson Palmieri non è titolare nel Chelsea ma ha fatto bene quando chiamato in cause. Cristiano Biraghi non incanta, mostrando limiti in entrambe le fasi, ma non sono mancati gol e assist: può essere una buona riserva. Mattia De Sciglio è invece stato fermo troppo tempo ai box.

Difensori centrali

Alessandro Bastoni ha giocato titolare nell’Inter e questa è un’ottima notizia per una nazionale che sta affrontando un delicato ricambio generazionale. Il talento c’è, gli errori sono ancora tanti, ma l’ex Atalanta è un centrale potenzialmente completo. I margini di miglioramento sono enormi. Basterà per l’Europeo? Leonardo Bonucci ha tenuto a galla la Juve per tanto tempo, poi nel post-lockdown ha mostrato delle crepe, soprattutto con Rugani in campo. Rimane comunque un leader e un punto fermo di Mancini. Daniele Rugani è entrato invece in un vortice senza fine. Nonostante sia ancora giovane, non sembra poter rientrare in gioco.

Giorgio Chiellini è stato tormentato dai problemi fisici. Vista l’età, c’è il forte rischio che non sia recuperabile per certi livelli. Armando Izzo ha vissuto una stagione in chiaroscuro in un Torino disorganizzato e in crisi. Va visto in altri contesti. Alessio Romagnoli ha avuto difficoltà con Giampaolo alla guida (chi non le avrebbe?), poi ha disputato le migliori partite della sua carriera in coppia con Kjaer. Se manterrà questo livello, potrà ambire a un posto da titolare con Mancini. Posto da titolare che di certo non vuole farsi sfuggire Francesco Acerbi, straordinario alla Lazio e probabilmente miglior centrale della Serie A attuale. Gianluca Mancini ha fatto molto bene quando la Roma era in forma. Messo nella sua comfort zone può essere un’opzione interessante, considerando che può giocare in più posizioni.

Centrocampisti

Marco Verratti e Jorginho giocano all’estero. Entrambi saranno punti fermi della nazionale a Euro 2021.

Nicolò Barella ha dimostrato personalità, grinta, forza e qualità tecniche. Il giovane cagliaritano deve però disciplinarsi. Nel 2021 avrà 24 anni e sarà considerabile ancora molto giovane, quindi i margini ci sono. Manuel Locatelli è la sorpresa più bella di questa stagione. Il centrocampista del Sassuolo ha unito quantità e qualità. Lorenzo Pellegrini era partito benissimo, poi è caduto in un vortice da cui non è uscito più. Il Pellegrini del 2020 non può essere considerato un calciatore da nazionale.

Stefano Sensi era partito bene, poi è stato tormentato dagli infortuni. Il talento c’è, ma giudizio sospeso. Nicolò Zaniolo ha dimostrato di essere un potenziale crack. Va visto sul lungo periodo e come reagirà caratterialmente. Roberto Gagliardini ha giocato parecchio con Conte, ma non è un calciatore da nazionale. Sandro Tonali, dopo un ottimo inizio, è stato coinvolto nel marasma generale del Brescia. All’Inter la prova del nove. Alla fine stagione in Serie A, ha impressionato in positivo il 23enne Gaetano Castrovilli della Fiorentina. il ragazzo va valutato comunque nella prossima stagione.

Esterni offensivi

Lorenzo Insigne era partito bene, poi ha fatto malissimo nel periodo di “ammutinamento” del Napoli. Con Gattuso si è ripreso, tornando ad essere un punto di riferimento. Rimane un ottimo giocatore, ma la sensazione è che il salto non lo farà mai. Titolare in nazionale, ma è più un calciatore associativo che un condottiero.

Federico Bernardeschi si è reso protagonista di una brutta stagione alla Juve, tranne poche luci, nonostante sia praticamente un titolare. Brutta involuzione. Federico Chiesa ha finalmente raggiunto i 10 gol in campionato, ma il salto di qualità si fa ancora attendere. Va visto nel contesto di una squadra più competitiva. Filippo Falco ha mostrato buone doti, ma è troppo leggero per certi palcoscenici e contro le big è andato sempre in difficoltà.

Attenzione a Domenico Berardi, tornato a livelli top sotto la guida di De Zerbi. L’esterno calabrese è tornato ad essere incisivo e ha ridotto le battute a vuoto. Da prendere in serissima considerazione. In chiaroscuro invece Riccardo Orsolini, attualmente non da nazionale.

Attaccanti

Ciro Immobile, capocannoniere del nostro torneo, è senza dubbio un attaccante di livello internazionale. Nella sua comfort zone fa sfracelli. Cucendogli un contesto a misura, Mancini ne farebbe le fortune. La migliore alternativa è senza dubbio Ciccio Caputo, straordinario al Sassuolo e che ha dimostrato di essere un attaccante completo e che gioca un calcio associativo. Andrea Belotti ha avuto una stagione in chiaroscuro in un Torino disastrato. Se cambierà aria potremmo valutarlo meglio. Patrick Cutrone non ha convinto in Premier, così come alla Fiorentina: 8 gol in 44 partite totali sono un bottino magro.

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