Jordan Henderson, campione dimenticato

Jordan Henderson non è uno di quei calciatori che si prende i titoloni dei giornali. Il centrocampista inglese del Liverpool viene ingiustamente troppo spesso declassato a semplice componente di un ingranaggio che funziona alla perfezione. Il punto è che i suoi detrattori faticano a riconoscergli i meriti, nel senso che l’inglese è in realtà il catalizzatore di gioco di questo Liverpool.

Arrivato ai Reds nel lontano 2011, Henderson ha passato le varie fasi di ricostruzione del Liverpool. Il classe 1990 di Sunderland rimane l’ultimo baluardo del Liverpool di inizio decennio, passando attraverso vari cambiamenti.

Prima numero 8, poi schermo davanti alla difesa, anche con Klopp, Henderson si è alternato tra le due posizioni. Con Fabinho in campo, Henderson ricopre la posizione di centro-destra, fungendo da numero 8. Tutto ciò con un denominatore comune, ovvero il pressing a tutto campo, anche al centrale che imposta e al portiere.

Henderson è un equilibratore, trascinatore, ma è anche prolifico e serve tanti assist. Il 30enne inglese è difatti il terzo assist-man (35 assist totali) con la maglia del Liverpool da quando è stata istituita la Premier League.

Henderson è capitano, assistman, mediano, equilibratore e corridore, ma sarebbe ingeneroso definirlo un portaborracce. Il problema è stato dovuto al fatto che il Liverpool ha avuto e ha grandi campioni e un calciatore utile ma poco appariscente viene giustamente oscurato. Henderson non passerà alla storia come il simbolo del Liverpool del nuovo millennio solo perché c’è stato un certo Steven Gerrard, ma mai dire mai. A meno di 30 anni, il ragazzo ha vinto una Champions, varie coppe nazionali e si appresta a vincere la prima Premier della carriera. Magari con altre Champions e campionati e con il mondiale portato a casa, tra qualche anno nessuno più si dimenticherà di lui…

 

Vincenzo Di Maso

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