Inter, il perché dei problemi di Suning

Congiuntura covid, restrizioni dalla Cina (che spieghiamo in concreto) e scopo già raggiunto: ecco perché Suning può davvero lasciare l’Inter

Come noto, è in atto la due diligence per il possibile passaggio dell’Inter da Suning a BC Partners. C’è una trattativa in atto, ma è assolutamente prematuro fare previsioni.

Come spiegato in un altro pezzo, a Suning converrebbe cedere l’Inter. Il gruppo cinese ha già raggiunto il suo scopo, ovvero sfruttare il calcio, e l’Inter, come vetrina per attecchire sul mercato europeo. Dal 2016, il suo fatturato è aumentato da 51 a 97 miliardi di dollari USA. Crescita nettissima per Suning.

Eppure, in ambito calcistico ha investito tanto e adesso il terreno è in salita. Complice la situazione congiunturale, il governo cinese, che decide anche in merito alle aziende private, ha messo forti paletti sugli investimenti.

La proprietà nerazzurra sta avendo problemi con il pagamento degli stipendi dei calciatori. Non si configura tuttavia il default, in quanto sta corrispondendo interessi sui bond.

Il piano del governo cinese per il quinquennio 2021/2015 è concentrato sull’economia interna e suo settori strategici, quindi non il calcio.

Stante questa situazione, una cessione di tutte le quote è assolutamente probabile. Nessun gruppo al mondo oserebbe mettersi in partnership con un’azienda che dipende dal governo cinese.

Con il lavoro di Suning è aumentato il fatturato e, prima della pandemia di COVID-19, le casse nerazzurre erano assolutamente floride. Situazione diversa adesso, ma l’Inter ha comunque un’ottima base, con fatturato decisamente aumentato nell’ultimo quinquennio e un parco giocatori ben diverso rispetto a quanto il gruppo cinese ha acquisito le quote della società nerazzurra.

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