Candreva o Bernardeschi? Un confronto

Federico Bernardeschi era la grande promessa del calcio italiano, Antonio Candreva divide la critica. Vediamo un confronto tra i due esterni

Antonio Candreva era in auge ai tempi della Lazio. L’esterno romano spiccava per le capacità di andare all’assist o al tiro, nonché per l’ottima corsa, skill che ha mantenuto. Federico Bernardeschi era reputato un potenziale top ai tempi della Fiorentina, al punto da essere acquistato dalla Juve.

Candreva arrivò all’Inter non come “stella”, ma come calciatore di complemento. Bernardeschi sarebbe dovuto essere un titolare futuro della Juve.

Fatto sta che i due sono stati impiegati da titolari quasi sempre, soprattutto nel post-lockdown. Inter e Juve hanno quindi due esterni italiani come titolari sulla fascia destra. Entrambi hanno in comune il fisico e la corsa, mentre a livello tecnico hanno in comune il tiro e dei difetti.

Tra i difetti di entrambi spicca quello decisionale. Quante volte Candreva si è ritrovato in posizione leggermente defilata e ha sparato in porta piuttosto che alzare la testa e servire un compagno libero al centro? Quante volte Bernardeschi ha perso il tempo per un passaggio o ha ignorato il compagno?

Sarri ha elogiato le doti tecniche di Bernardeschi, ma ha posto l’accento sulla mancanza di continuità. Obiettivamente, l’esterno italiano è titolare per mancanza di alternative. Douglas Costa non garantiva un grande impatto dall’inizio, mentre Cuadrado serviva molto più da terzino, vista la poca affidabilità di Danilo. Sarri aveva optato anche per il rombo, ma la scarsa tenuta e incisività di Ramsey lo ha fatto tornare sui propri passi.

In termini di recuperi, tackle e possesso, i due hanno dati uguali. Dati uguali anche per i dribbling riusciti a partita (1 su 2). Candreva vince più contrasti, mentre nei duelli aerei i dati premiano Bernardeschi (71% vs 56%). Candreva perde 12 palloni a partita mentre Bernardeschi 7.

I dati sulla precisione dei cross sono negativi per Candreva (24%) e leggermente migliori per Bernardeschi (31%). Nei passaggi e nelle palle lunghe vince ancora Bernardeschi.

La differenza a vantaggio di Candreva risiede invece nella corsa costante e nell’utilità in entrambe le fasi. Bernardeschi si sforza e aiuta il terzino, ma perde poi in lucidità. Candreva è invece un moto perpetuo. L’esterno dell’Inter è un tornante vecchio stile, che poco si sposa con un calcio associativo moderno. Nel 3-5-2 di Conte ha invece un suo perché. L’esterno della Juve pecca invece proprio in fase offensiva e realizzativa, tra l’altro non riuscendo a fungere al meglio da anello di congiunzione con Dybala e CR7.

In conclusione, Bernardeschi non è inferiore a Candreva, ma certamente l’esterno romano è molto più a suo agio in un modulo che gli calza a pennello. L’esterno della Juve troverebbe invece la propria collocazione ideale in un sistema diverso, con più margini di manovra e non da mero portaborse di due campioni. In una realtà meno esigente, e in un contesto che gli conferisca maggior libertà, potrà rinverdire i fasti del passato. Fermo restando che potrà essere un ottimo giocatore da Serie A ma, obiettivamente, i campioni sono altri.

 

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