Bonucci e il contesto

Al di là del rigore (quantomeno discutibile) causato, analizziamo i problemi di Bonucci fuori dalla comfort zone e i suoi pregi in altri contesti

Leonardo Bonucci è stato eletto il migliori difensore al mondo dal Telegraph nel 2017. Il calciatore viterbese veniva da una stagione strepitosa con la Juve. Dopo alcuni alterchi in società, il calciatore passò al Milan.

Con i rossoneri, non avendo un centrocampo valido a protezione né compagni di reparto come Chiellini e Barzagli, è andato in grossa difficoltà. Tornato alla Juve, si è poi avvicinato ai suoi livelli.

Fatto sta che Leonardo Bonucci, uscito dalla sua confort zone, commette errori grossolani. Quando deve invece guidare un centrale forte in marcatura ed esplosivo, ne vengono esaltate le virtù e i limiti ne vengono mascherati.

Contro il Milan ha dovuto giocare in coppia con Daniele Rugani, difensore caduto in disgrazia dopo il promettente inizio di carriera. Rugani è stato uno dei peggiori in campo e sicuramente non è all’altezza per certi palcoscenici, ma Bonucci non l’ha certo aiutato. Il difensore toscano ex Empoli ha invece fatto meglio in coppia con Chiellini.

Si osservi questa immagine del gol di Kessié.

Bonucci va totalmente fuori posizione, si gira ed è totalmente scoordinato. Vero che non è aiutato nel dal compagno di reparto né da Pjanic, ma è un’immagine da non far vedere nelle scuole calcio. Al contrario, De Ligt è un vero e proprio muro e va alla faccia del pallone con grande foga ed esplosività.

Bonucci ha questo limite nell’uno contro uno e negli interventi da stopper. Il centrale della Juve è formidabile nell’impostazione ed è dominante di testa, ma non è mai stato un marcatore e va in grossa difficoltà in coppia con un centrale che non è uno stopper. Perde gli uomini sui cross dall’esterno, si fa saltare in uno contro uno sullo stretto. Difetti che vengono mascherati, chiaramente, in presenza di un marcatore.

In occasione del gol di Kessié, Cuadrado si fa passare il pallone sotto le gambe da Calhanoglu, e questo ci può anche stare. Ibra protegge palla, ma non ha bisogno neanche di metterci troppa forza. Girato, spalle alla porta, la pressione di Rugani è minima. Lo svedese può coordinarsi quasi come se stesse da solo e servire l’accorrente Kessié. L’ivoriano è contrastato nel peggiore dei modi. Bonucci abbocca a una mezza finta e, quando le cose sono oramai compromesse, mette in piedino timidamente.

Ci fossero stati De Ligt o Chiellini, quest’azione non avrebbe mai avuto un epilogo simile. Uno stopper più aggressivo non avrebbe consentito a Ibra di servire palla. Un centrale forte avrebbe certamente tentato l’anticipo e si sarebbe francobollato allo svedese. Di conseguenza, un pallone così pulito non sarebbe mai arrivato a Kessié.

Con Chiellini o De Ligt, Bonucci deve spesso agire da ultimo baluardo per intervenire su palle sporche per gli attaccanti e più facili per i difensori. Tempismo e intelligenza negli interventi da libero non gli mancano, mentre questi difetti di marcatura non li ha mai limati.

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