Tutto sulla connection Mali-Salisburgo-Red Bull

Oggi scriviamo di triangoli

Non parleremo però del triangolo di Renato Zero, nemmeno del temuto triangolo delle Bermuda né tanto meno del triangolo più pericoloso al Mondo (moglie-marito-amante) ma daremo spazio ad un triangolo particolare che parte dalla seconda divisione austriaca, passa per la Bundesliga austriaca ed arriva fino alla Bundesliga tedesca, tutto sotto l’attenta supervisione della Red Bull.

Tutto nasce dal Mondiale Under 20

In questi giorni, in Polonia si sta disputando una manifestazione di calcio giovanile assai importante, il Mondiale Under 20. Una delle squadre rivelazioni di questo torneo è il Mali. La squadra africana che ha dato filo da torcere alla nostra Italia nella gara che valeva l’accesso alla finale, ha messo i mostra tre profili assai interessanti: il centrocampista Mohamed Camara, l’esterno Ousmane Diakitè e la stella più luccicante, l’attaccante Sekou Koita.

Giusto qualche giorno fa, la RB Salisburgo, attraverso il proprio profilo Twitter si era complimentata con i tre maliani per l’ottimo Mondiale che stavano disputando, dando a tutti e tre appuntamento per l’inizio della nuova stagione del campionato austriaco. Andando a spulciare i dati della carriera dei tre ragazzi si nota che in questa stagione hanno giocato nell’Fc Liefering, seconda squadra di Salisburgo, tranne Camara che a gennaio lo stesso Liefering ha prestato all’Hartberg nella massima serie.

Mali provincia di Salisburgo…Ma anche di Lipsia

La ricerca continua e va a ritroso. Koita, Camara e Diakitè sono maliani e nel Salisburgo che ha affrontato il Napoli nella scorsa edizione di Europa League, c’era un altro giocatore del Mali, Diade Semassekou. Il centrocampista, classe 96′, ha, lo stesso percorso professionale delle tre stelline del Mondiale Under 20. Acquistato nell’estate del 2015 dal Salisburgo, ceduto in prestito al Liefering e poi tornato alla RB Salisburgo, in attesa del grande salto. Grande salto che a gennaio ha fatto l’altro maliano del Salisburgo, Amadou Haidara. Arrivato in Austria nel 2016, disputa una stagione nel Liefering, per poi passare al Salisburgo, un anno e mezzo nel campionato austriaco e poi il passaggio in Bundesliga al Lipsia.

Non solo Africa

L’autostrada a tre corsia Liefering-Salisburgo-Lipsia, non percorre solo il continente africano, ma ha diramazioni importanti anche in Europa. Andando a sbirciare le rose del passato, si incappa nella rosa del Liefering del 2016/2017. In questa rosa spiccano i nomi di Haidara e Semassekou, dei quali abbiamo già parlato, ma ci sono anche Hannes Wolf, talento austriaco passato poi al Salisburgo e poi finito al Lipsia, Dayot Upamencano, astro nascente del calcio francese considerato dai più uno dei difensori più forti in circolazione, Smail Prevlijak, autore in questa stagione di dieci goal con la maglia del Salisburgo, il Coreano Hwang Hee-Chan, passato ovviamente per il Salisburgo e poi ceduto all’Amburgo.

Chi saranno i prossimi?
Ovvio che il dubbio che ci siano altri profili a percorre questa strada c’è, c’è chi come Valentino Lazaro, che piace tanto alle squadre italiane, ha fatto solo il percorso Liefering-Salisburgo per poi accasarsi all’Hertha Berlino, oppure chi come Laimer, ha già fatto tutta la trafila ed è arrivato alla casa madre. Ma chi percorrerà ancora questa strada? Basta dare una sbirciatina alla rosa del Salisburgo per farsi un’idea. C’è il difensore camerunese Jerome Onguene, già passato per il Liefering, così come il centrocampista Enock Mwepu, classe 98′, oppure il nazionale austriaco Xaver Schlager, oppure il talento magiaro Dominik Szoboszlai classe 2000.

Tutto sotto controllo Red Bull?

Il colosso austriaco ha sempre negato l’esistenza di un asse, una multi-proprietà, ma pensare che il percorso di tutti questi profili sia soltanto frutto del caso pare ipotesi assai remota. La situazione sembra essere chiarissima: si acquistano giovani talenti, si mandano a giocare in serie b, un anno di apprendistato e poi il salto nel Salisburgo e se poi le qualità sono veramente importanti, si arriva alla casa madre, la Bundesliga con il Lipsia.

Questo modello costruito ad arte dalla Red Bull è assai interessante e potrebbe essere impiantato anche nel nostro calcio. L’idea di società satelliti, oppure la creazione delle famose squadre B (attualmente solo la Juve ha creato un’Under 23 che gioca in Lega Pro) che consentano la crescita di giovani talenti facendoli giocare, non marcire in panchina in attesa della tanto famosa esperienza, è stuzzicante. La Red Bull ci è riuscita in pochi anni, mostrando a tutti che con investimenti, voglia di fare e professionalità si può creare un modello vincente.

 

Walter Vitale

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