A che punto è la nazionale brasiliana?

Ieri il CT Tite ha diramato i convocati della nazionale brasiliana. Vediamo a che punto sono i verdeoro in vista delle prossime rassegne internazionali

La nazionale brasiliana sta attraversando un periodo di ricambio generazione. Molti calciatori importanti hanno più di 30 anni, ma sono usciti tanti giovani di livello. L’obiettivo è fare meglio rispetto alle ultime edizioni, fallimentari, delle rassegne internazionali. Gli ultimi quattro mondiali sono stati molto deludenti, mentre la Coppa America manca dal 2007.

Il quadro dei convocati di Tite

 

La nazionale brasiliana annovera ancora calciatori della vecchia guardia. Basti pensare a Daniel Alves, Miranda, Filipe Luis o Thiago Silva, tutti concentrati in difesa. Molti sono i ragazzi nati negli anni ’90, mentre ci sono under 23 come Militao, Paquetà, Arthur, Gabriel Jesus, Richarlison ed Everton.

Un Brasile nuovo

Parliamoci chiaro: il Brasile attuale è molto diverso dalle nazionali di 15-20 anni fa. Prima c’erano i fenomeni tra trequarti e attacco, adesso è una squadra che ha due fuoriclasse in porta, è robusta in fase difensiva e ha, finalmente, un centrocampo di livello. I terzini non sono al livello di quelli del passato, considerando che Alex Sandro e Danilo, due ex Porto, pur giocando in due top club, non hanno raggiunto lo step sperato. Militao e Marquinhos sono tanta roba. I due sono duttili e garantiscono grande fisicità.

Il centrocampo ai mondiali è stato disastroso, ma la colpa è ascrivibile al tecnico, resosi protagonista della folle e scellerata scelta di lasciare a casa Allan, puntando invece su gente come Paulinho o Renato Augusto. Allan è ulteriormente cresciuto rispetto a un anno fa e si candida ad essere un punto fermo. Nel reparto nevralgico sono inoltre cresciuti Arthur e Paquetà, due che non hanno minimamente patito l’impatto con il calcio europeo. Casemiro rimane un “trinco” affidabile e non potrà che beneficiare della presenza di Arthur.

In fase offensiva è un Brasile che deve invece sperare nella crescita dei centravanti. Firmino è uno dei tre tenori del Liverpool, mentre Gabriel Jesus, dopo inizi di altissimo livello, non ha mostrato costanza al City. Neymar è chiaramente la stella della squadra (infortunato attualmente), ma nonostante i tanti successi ai livelli di club, non è paragonabile ai fuoriclasse verdeoro del passato.

Rosa comunque ricca, la quale annovera calciatori impiegabili in più posizioni, come Fabinho o Coutinho. L’ex Monaco sa giocare come terzino, mediano, mezzala e, all’occorrenza, si cimenta nel ruolo di centrale. Il calciatore del Barcellona non sta vivendo un grande momento, ma in Blaugrana la concorrenza è elevatissima. Coutinho sa svolgere le funzioni di trequartista, “falso” esterno e, all’occorrenza, è in grado di giocare nei tre di centrocampo.

Da chi aspettarsi l’esplosione

Il primo nome che viene in mente è senza dubbio Vinicius jr., funambolo del Real Madrid, di cui abbiamo parlato spesso. A livello di rapidità e tecnica, il ragazzino ex Flamengo è già ultracompetitivo. Come mostrato ieri nel dettaglio, Vinicius deve acquisire quella tecnica di tiro fondamentale ai fini del salto di qualità.

A centrocampo i verdeoro sperano che Arthur e Paquetà non fermino la crescita. Giocare titolari in due club così importante non potrà che essere un volano per questo miglioramento tanto atteso.

L’altro che ha tutte le possibilità per diventare un top player è Militao. Il centrale del Porto è tosto in marcatura, forte fisicamente e ha personalità da vendere. In questi casi solo giocando, magari arrivando ad essere presto titolare in una big, si arriva a limare piccoli difetti.

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