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Nicolò Zaniolo ha solo 19 anni, ma ha esordito in serie A sia per le qualità tecniche ma soprattutto per un fisico fuori dall’ordinario. “Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette” si applica magari a giovani calciatori dotati di ottima tecnica ma fragili. Nicolò è invece un marcantonio di quasi un metro e novanta, ha potenza da vendere a dispetto dell’età e un fisico d’acciaio. Aggiungiamo grandi doti tecniche a questo fisico da corazziere e il gioco è fatto.

Già in quel match contro la Fiorentina Zaniolo dimostrò la capacità di sapersi districare nei duelli, di saper stare in campo e di saper trattare il pallone. E l’esordio con la Roma era già avvenuto, e nel palcoscenico dei palcoscenici: il Santiago Bernabeu di Madrid. «Che avrei giocato, l’ho saputo la mattina quando c’era la riunione tecnica, il mister mi ha preso da parte e mi ha detto che era giunto il mio momento. Non me lo aspettavo minimamente. La cosa più difficile è stata preparare la partita. Alle 11 ho saputo che avrei giocato, e la partita era alle 21. Tutto il giorno a pensare che la sera avrei giocato contro dei campioni che fino a pochi giorni prima usavo alla PlayStation». Nonostante il sonoro 3-0 subito dagli uomini di Di Francesco, Zaniolo non è stato certo un pesce fuor d’acqua. In quella partita, dopo aver commesso un errore in una giocata offensiva, è tornato in possesso del pallone, ha puntato Bale e lo ha superato nonostante quest’ultimo avesse tentato un intervento in tackle.

E prima di quel match fu confortato proprio da Daniele De Rossi: «Daniele, il capitano, è il compagno che mi dà più consigli. A Madrid mi ha detto di stare tranquillo, che era una partita difficile ma che avevo le qualità per fare bene».

Mano mano Zaniolo ha conquistato posizioni nelle scelte di Di Francesco e le conferme contro Real (di nuovo) e Inter sono un premio alla sua applicazione tattica e ai suoi progressi in campo.

La sua posizione naturale è quella di “vertice alto”, equiparabile a quella di trequartista ma non di “fantasista”. Zaniolo è un calciatore bravo a verticalizzare e giocare tra le linee, ma arretra spesso a prendersi il pallone e si sposta anche sull’esterno. Non è definibile un “creativo”. Non ha né la struttura fisica né il genio di Baggio o Del Piero, mentre non ha le skill offensive di Francesco Totti. Nell’intervista di ieri di Francesco Totti, le parole su Spalletti e l’arbitraggio hanno fatto passare in secondo piano quelle dedicate dalla leggenda giallorossa proprio a Zaniolo: «Sembra un veterano, gioca con facilità, velocità, sta dimostrando il proprio valore, sta trovando continuità, è esplosivo, ha forza, ha tutti i mezzi per diventare un grande giocatore. Non diciamolo ad alta voce, non deve cambiare rotta, altrimenti è colpa mia».

Facilità e velocità, proprio le doti di gioco che deve avere un grande centrocampista. E di centrocampista si tratta, come affermato da Vecchi, suo ex tecnico all’Inter. Vecchi, colui che prospettò a Zaniolo una carriera tipo quella di Gerrard o Lampard. Il fisico strutturato è quello, la capacità negli spazi c’è, ma parliamo ovviamente di un ragazzo ancora agli albori. Il classe ’99 ligure deve chiaramente trovare continuità e migliorare a livello decisionale. E aspettiamo inoltre i primi gol in giallorosso e magari in nazionale. Una maglia della nazionale che, a quanto pare, non gli fu regalata da Mancini.

Nessuno avrebbe mai immaginato che, dopo un terzo di stagione, Zaniolo sarebbe stato il neo-acquisto della Roma più continuo finora. Con buona pace di coloro che parlavano di “finanza creativa” dopo l’affare Nainggolan.