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La Premier League è senza ombra di dubbio il campionato più ricco al mondo. Grazie al contratto per i diritti TV siglato due anni fa, i club di Premier hanno spiccato il volo, almeno a livello economico, potendosi permettere di spendere cifre ingenti sul mercato.

Gennaio è stato negli ultimi anni un mese in cui i principali club inglesi hanno acquistato senza badare a spese. Ad esempio nel deadline day dello scorso anno l’Arsenal spese 64 milioni di euro per strappare Pierre-Emerick Aubameyang al Borussia Dortmund. Ma analizziamo le spese di quest’anno, mettendole a confronto con quelle degli altri anni.

In questa sessione di gennaio, i club di Premier hanno speso 180 milioni di sterline, portando il totale delle spese sul calciomercato (includendo la scorsa estate) a 1,4 milioni di sterline. Si è trattata comunque della prima stagione dal 2011/2012 in cui si è verificata una diminuzione rispetto all’anno precedente in termini di spesa lorda (ovvero prima di includere le cessioni dei calciatori). E nel mercato di gennaio 2018 erano stati spesi 250 milioni di sterline. E nei 180 milioni spesi a gennaio, quasi un terzo è stato sborsato dal Chelsea per Pulisic, con lo statunitense che arriverà solo in estate. L’acquisto è stato contabilizzato per gennaio, considerando il rischio per i Blues del blocco del mercato.

Al contrario, il disavanzo tra acquisiti e cessioni è stato di ben 905 milioni di euro nelle due cessioni. Cifra impressionante che dà la dimostrazione del potere d’acquisto a dir poco pazzesco dei club di Premier.

Altro punto impressionante è che l’incidenza dei trasferimenti sul fatturato è stata solo del 28%, in linea con le stagioni precedenti. Ergo, nonostante cifre molto più alte sborsate sul mercato rispetto a quelle dei club di altri campionati, i club di Premier non si sono certo svenati.

Tra le due sessioni di mercato, i club inglesi hanno acquistato calciatori stranieri per la grande maggioranza (72% a fronte del 28% per calciatori britannici). Visto che la “spinta” data dal boom dei diritti televisivi diminuirà, sono state sempre più le operazioni effettuate in prestito con diritto di riscatto.

 

Vincenzo Di Maso