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Ancora una sconfitta in trasferta per 1-0 e tanti rimpianti per il Toro che proprio non riesce a fare risultato contro le big nonostante gare combattute e giocate alla pari sul piano del gioco e del possesso palla. Settima sconfitta stagionale, quarta consecutiva in trasferta dopo quelle di Napoli, Milan, e Spezia e Toro incapace di recuperare quando è sotto di un gol.

Mourinho ha preparato la partita con intelligenza, sulle caratteristiche del Toro, sapendo di avere più qualità e che gli uomini di Juric avrebbero concesso spazi pressando alti. La Roma ha lasciato il gioco in mano ai granata ma appena ha avuto l’occasione buona per segnare lo ha fatto, sfruttando poi le ripartenze e la qualità in attacco. Il Torino ha fatto tanto possesso palla (66%), tanti scambi, ma arrivato ai 25 metri non ha praticamente mai tirato in porta. Il dato oggettivo è che la squadra granata fa tremendamente fatica a creare superiorità numerica contro squadre chiuse nonostante il doppio trequartista, con gli esterni incapaci di muoversi negli spazi stretti (come ammesso anche dal Mister granata nel post partita). Gli avversari hanno capito come arginare il Toro aspettandolo basso al fine di evitare i lanci di Milinkovic-Savic o le imbucate di Belotti. Il Toro gioca un buon calcio, aggressivo, propositivo ma manca di cattiveria sotto porta, di cinismo, di voglia di osare con limiti caratteriali e di intelligenza tattica.

Juric sta facendo un grande lavoro e ha dato un’identità precisa alla squadra ma ha bisogno a gennaio di innesti che alzino il livello qualitativo, di recuperare una volta per tutte gli infortunati ( a proposito un grande in bocca al lupo al Gallo Belotti uscito sul finale di partita: per lui brutto stiramento ed è un gran peccato in un momento in cui stava recuperando la condizione migliore) e provare qualche soluzione tattica in più quando incontra squadre che si chiudono.