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Un paio di settimane fa abbiamo scritto un articolo sui top e i flop della finale di Carabao Cup tra Chelsea e Manchester City, vinta dalla squadra di Pep Guardiola. La sceneggiata di Kepa ha fatto passare in secondo piano il match di Raheem Sterling, autore di una prova fuori dall’ordinario, a prescindere dal rigore decisivo realizzato.

Il ragazzo ha acquisito maturità e freddezza. Maturità e freddezza che sono il risultato del tempo (Sterling ha 24 anni), del lavoro di Guardiola e della forza della squadra.  Nelle prime 94 partite con il Manchester City Sterling aveva segnato 21 reti, ma nell’ultimo anno e mezzo è completamente cambiato, migliorando in maniera impressionante nei movimenti. Nelle restanti 82 partite, Sterling ha messo a segno ben 41 gol.

E, come abbiamo visto nel match di Champions League vinto contro lo Schalke 04, spesso i gol di Sterling dicono molto di più della mera presenza sul tabellino dei marcatori. I compagni e lo stesso Guardiola hanno individuato in Sterling il calciatore che effettua la giocata o segna il gol nei momenti chiave, un vero e proprio elemento decisivo. Un anno e mezzo fa nessuno avrebbe pensato a un’esplosione così netta, al punto tale da farlo considerare uno dei migliori giocatori di Premier e, secondo molti, il miglior calciatore inglese in circolazione.

Dei 15 gol segnati in questa Premier, cinque sono stati quelli che hanno dato il via alle marcature e cinque sono stati quelli del vantaggio. Guardiola lo ha definito un calciatore vincente, sottolineando che Sterling lo è diventato con il tempo.

Nella nazionale inglese, la partnership con Kane e Alli potrà essere devastante. Sono tutti calciatori under 25, che sicuramente potranno essere protagonisti ad europei e mondiali. Sterling crea superiorità sulla fascia e ha imparato a inserirsi e a dialogare con la punta, Kane è un finalizzatore mostruoso, mentre Alli è il top negli inserimenti e nel tiro.

Quando i compagni non sono al top, Sterling decide in prima persona, non solo segnando ma anche agendo da catalizzatore della manovra offensiva. Pertanto si può concludere che il 24enne di origini giamaicane ha assunto evidenti skill di leadership. D’altra parte c’era da aspettarselo, considerando che Sterling è diventato titolare del Liverpool da maggiorenne.

Vincenzo Di Maso