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Danilo Cucinotti è un difensore centrale che spesso gioca anche in mediana. In carriera ha giocato alla Reggina due stagioni, una al Messina tra le squadre di spicco. Interessante è stata l’esperienza in amaranto dove ha totalizzato 19 presenze di cui 9 in Serie C e 10 tra i dilettanti. Attualmente gioca all’Asd Gallico Catona e in precedenza al Boca Nuova Melito. Ai microfoni di Per Sempre Calcio, l’ex calciatore della Reggina ci ha concesso una esclusiva parlando della stagione degli amaranto e degli obiettivi futuri.

Che stagione è stata questa della Reggina?

La stagione della Reggina è stata grande anche se c’è stato quel rammarico del filotto di sconfitte dove abbiamo ottenuto solo un punto in 10 partite e si poteva ambire a fare qualcosa in più. Intanto siamo vivi e ci godiamo questa salvezza strameritata, ma c’è un pizzico di rammarico per non aver raggiunto l’ottavo posto”.

Si poteva puntare ai playoff oppure la salvezza raggiunta con largo anticipo era l’obiettivo massimo che si poteva ottenere?

“Si potevano raggiungere i playoff tranquillamente. Però la Serie B è molto insidiosa ed è molto pericolosa. Quando si entra in un tunnel buio come quello dove era entrata la Reggina era veramente dura uscirne e sono stati bravi i ragazzi a restare concentrati”.

Un tuo commento sulla partita con l’Alessandria?

“La squadra col Mister stanno onorando al meglio questo rush finale. Il tecnico sta facendo bene a tenere tutti sul pezzo per non far star staccare la spina ai calciatori e non mandarli in vacanza. Stanno facendo un gran finale di campionato”.

Quali devono essere le basi della Reggina per il prossimo anno? Ridimensionamento in vista?

Tutti gli imprenditori italiani stanno subendo una crisi pazzesca e a sua volta il calcio ne soffre. Ridimensionamento non vuol dire fallimento di programmazione, ma significa ricostruire dai settori giovanili e di coltivare delle prospettive da mandare in prima squadra. Anche avere un mix tra giovani e vecchi. Questo però non vuol dire avere 25 giovani, ma il DS (Massimo Taibi, ndr) avrà puntato tanti ragazzi come Giraudo che ha fatto bene a riscattarlo, oppure giocatori come Rivas e Amione“.

Perché Amione non ha giocato nella prima parte di stagione?

Non so perché i tecnici passati hanno voluto fare, ma Amione è un ottimo acquisto, di prospettiva. Sembra un veterano pronto per la Serie A. E’ stato un vero peccato non averlo visto prima”.

Hai giocato con la Reggina sia in Serie D che in Serie C. Qual è l’impatto tra le due categorie?

“Noi venivamo da un fallimento dove la famiglia Praticò ha rilevato la squadra e fatto un grandissimo lavoro e ancora li ringrazio. E’ stato veramente diffide. Hanno fatto dei salti mortali per tornare tra i professionisti. Tra Serie D e Lega Pro c’è una grande differenza, come tra tutte le categorie, però i professionisti sono un altro tipo di calcio”.