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Valentina Vezzali, sottosegretario allo Sport, ha fatto il punto della situazione sull’eventuale riapertura degli stadi, limitati a 5.000 spettatori per fronteggiare l’ennesima forte ondata di Covid che sta colpendo il nostro Paese, con la contagiosissima variante Omicron arrivata all’80% dei casi. A margine dell’evento “YES – Youth, Education and Sport” l’ex schermitrice è intervenuta sulla questione-affluenza:

Se tra un paio di settimane la situazione migliora allora si può ripartire dal 50% negli impianti all’aperto e dal 35% per i palazzetti, con la speranza di arrivare alla capienza totale quando si tornerà alla normalità. Questa mattina ho incontrato il Ministro Speranza e abbiamo parlato anche degli atleti stranieri che dovranno venire in Italia a giocare e del documento ‘return to play’ che permette agli atleti che hanno avuto il Covid di poter tornare con nuovi meccanismi agevolando il loro rientro”.

Il circo del calcio deve andare avanti e con lui gli altri sport, nonostante le incongruenze tra turni di campionato con fortissime limitazioni e finali giocate con metà stadio pieno. Un controsenso che sta accompagnando il sistema pallonaro, che sta cercando di non fermarsi tra cavilli e lotte tra Lega, ASL, protocolli cambiati ogni settimana e chi più ne ha più ne metta. Il calcio senza tifosi è un danno per il prodotto televisivo, un danno per le casse della società e rischia di falsare il lato sportivo del campionato azzerando il fattore campo. Anche se di certo questo, in un momento così delicato, è il problema minore.

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