In diretta su Radio Punto Nuovo, è intervenuto Guido Vaciago, giornalista di Tuttosport: “Dirigenza della Juve e Pirlo via senza quarto posto? Secondo me i dirigenti no, ma l’allenatore sì. Credo che l’allenatore anche con il quarto posto non avrebbe la certezza di essere confermato”.

“Sul quarto posto non si discute neanche. È la linea del Piave. Al di qua di questa linea verranno analizzate con molta attenzione, come sono state analizzate fino ad ora le partite, riconoscendo limiti e meriti. Paratici a scadenza? Sono tutti in scadenza quelli della dirigenza. Non mi risulta che voglia esserci aria di rivoluzione alla Juve. Va detto che le rivoluzioni alla Juve sono molto silenziose”.

“Sono in ottimi rapporti con Marotta, non mi vergogno a dire che la notizia del suo addio mi è arrivata dalla sera alla mattina. Noi tutti i giorni cerchiamo di fare telefonate e capire l’aria che tira alla Continassa. Ci sono persone meno famose che collaborano al funzionamento della macchina. Ci sembra di sentirli tranquilli. Per cambiare una dirigenza non puoi aspettare metà marzo”.

“Alcuni sostengono che la dirigenza sia stata già cambiata. Io Paratici, però, lo sento tranquillo. Se devo scommettere un euro punto sulla conferma della dirigenza. La vicenda di Perugia? È un altro discorso. Paura di non raggiungere la Champions in casa Juve? Un po’ c’è. Si tratta di esseri umani e ognuno elabora il pericolo in maniera differente. Dopo la partita di domenica può succedere di tutto, perché è sfuggita ogni tipo di logica e questo spaventa”.

“Io non voglio ridimensionare l’impresa del Benevento e di Pippo Inzaghi, ma oggettivamente la partita di domenica è un suicidio da parte della Juventus. La possibilità di arrivare quinti esiste. L’Atalanta ha una sua qualità. Poi dovrai giocare contro Napoli e Roma. Dando il Milan per qualificato, ci sono tre-quattro squadre. Lazio, Roma, Atalanta, Napoli e Juve. Io l’Atalanta la vedo più forte delle altre tre. Sono tre squadre un po’ traballanti che non hanno la continuità per avere lo stesso sprint di quello che rimane”.

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