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In una qualsiasi azienda normale la programmazione è l’asse portante di un qualsiasi progetto imprenditoriale. In una qualsiasi azienda normale i risultati sono il frutto di quella programmazione e del lavoro di ogni singolo uomo che lavora all’interno. Peccato che il Torino F.C. di normale non abbia assolutamente nulla ed i risultati sin qui prodotti sono lo specchio ed il frutto di una farraginosa quanto improvvisata programmazione estiva nonché del lavoro insufficiente dei suoi componenti aziendali.

Già perché soprattutto nel mondo del calcio moderno le cose sono due: o hai soldi in quantità da spendere ed investire (la Juve in Italia o gli sceicchi arabi in Europa) o programmi con i tuoi collaboratori e sei bravo a scovare giocatori funzionali al tuo progetto da poter rivendere a cifre importanti da reinvestire per ambire a qualcosa di più importante di una tranquilla salvezza (leggasi Atalanta, Fiorentina o Sassuolo).

Ma si sa che nel Torino di Urbano Cairo si fa difficoltà perfino a comprare le giacche dei collaboratori figuriamoci a programmare e comprare giocatori funzionali.

Su queste stesse pagine già in estate avevamo espresso non pochi dubbi su una campagna acquisti arrivata solo nell’ultima ora di mercato e frutto più della rabbia di Juric che di una reale volontà di investire (sono arrivati solo prestiti) e della totale improvvisazione. Nei tempi corretti arrivarono infatti solamente l’ex juventino Pjaca (che era più conosciuto sui lettini fisioterapici che sui campi di calcio) e Pobega dal Milan in prestito secco e soprattutto con la grana Belotti da dover gestire.

Le dichiarazioni del tecnico Juric sorpresero solo gli stolti che ancora credevano in una Società che nei 17 anni di reggenza granata non ha mai avuto alcuna programmazione e né ambizione salvo gli anni di Giampiero Ventura e del DS Petrachi che illusero i tanti tifosi con la vittoria di Bilbao e la vittoria nel derby (unica fin qui in 17 anni).

I MAL DI PANCIA DI JURIC

Le ultime prestazioni dei granata hanno ampiamente dimostrato come la rosa attuale sia alquanto lacunosa. Su tutti la mancanza di un portiere affidabile. Milinkovic Savic infatti ha finora deluso o per i più assennati rispettato le aspettative. Il gigante serbo dopo un discreto avvio di stagione non ha mai convinto nessuno e spesso è stato artefice di papere clamorose o di incertezze che sarebbero potute costare molto care. Alcuni esempi? Le papere contro Sampdoria, Udinese, Sassuolo e per ultima Venezia che sono costate carissime ai granata. Ciò che stupisce maggiormente in negativo del gigante serbo la mancanza totale di padronanza sulle uscite alte paradossalmente lui che è alto 2 metri. Il gol preso contro il Venezia è un gravissimo errore suo prima nel non uscire nell’area piccola (l’area piccola comanda sempre il portiere) e successivamente l’errore di posizionamento.

Resta da chiedersi come mai il tecnico Juric continui a tenere in panchina il gioiellino cresciuto nelle giovanili granata Luca Gemello.

Ben al di sotto del suo potenziale anche Marko Pjaca troppo discontinuo e quasi mai decisivo fin qui, vittima di continui infortuni (ma questo già si sapeva). Il Belga Praet arrivato in prestito rimarrà fuori fino a fine stagione mentre per il Gallo Belotti il suo rientro potrebbe essere sì una boccata di ossigeno per l’attacco granata ma anche una grana per il suo mancato rinnovo. A proposito del Gallo, Domenica ha ampiamente dimostrato di non lesinare nell’impegno e che il suo impiego nel derby non sarebbe oggetto di scandalo anche per far rifiatare Tony Sanabria.

In conferenza stampa più volte il tecnico di Spalato non solo ha spento gli entusiasmi dei tifosi ma ha più volte accusato la Società di mancanza di chiarezza e sincerità. Lo stesso Juric dichiarò di essere venuto a conoscenza della situazione granata di austerity solo dopo aver firmato il contratto ma soprattutto a gennaio sulle grosse difficoltà economiche della Società granata.

Nel frattempo il Toro è atteso dalla gara più attesa dell’anno ma anche la più scevra di soddisfazioni contro una Juve in piena forma fisica ma soprattutto in una condizione mentale estremamente positiva grazie anche agli innesti di gennaio, esattamente l’opposto in casa granata.

Per il tecnico Juric potrebbe essere la partita della resa dei conti per almeno 4 giocatori che rischiano di non vedere più il prato verde fino a fine stagione nel caso di prestazione negativa. Insomma il Toro è atteso alla sua più difficile partita nel periodo peggiore della stagione, ma tanto saremmo abituati all’ennesima sconfitta contro i cugini salvo miracoli divini.

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