Una fredda sera d’autunno di 54 anni fa muore a Torino Gigi Meroni , la farfalla granata, travolto da una macchina in corso Re Umberto. Prima di quella sera maledetta il Torino aveva battuto nel pomeriggio la Sampdoria per 4-2 con una tripletta di Combin e rete di Moschino e Meroni fu autore di una partita sontuosa facendo letteralmente ammattire la difesa blucerchiata. Finito il match la squadra si fermò a cena dopodiché Meroni, insieme al suo compagno di squadra Fabrizio Poletti, decide di tornare a casa ma aveva dimenticato le chiavi e si ferma al Bar Zambon per avvertire la sua compagna Cristiana. Lasciato il bar i due attraversarono Corso Re Umberto, a quell’ora molto trafficata e priva di strisce pedonali. A metà carreggiata succede l’imponderabile. Una Fiat 124 Coupé guidata da un giovanissimo Attilio Romero ( che poi nel 2000 diventerà Presidente del Torino) non si accorge della presenza dei due giocatori e colpì Meroni alla gamba sinistra scaraventandolo nell’altra corsia ferendo anche Poletti. Qui una Lancia Appia non poté evitare Meroni e lo travolge in pieno trascinandolo per 50 metri. In condizioni disperate venne trasportato all’Ospedale Mauriziano ma i medici non riuscirono a salvarlo. La ‘farfalla granata’ chiuse le ali per sempre.

Con la maglia granata Meroni disputa 145 partite segnando 29 gol. Memorabile il gol segnato a San Siro il 12 marzo 1967 con un morbido pallonetto che beffa il portiere Sarti. Il Torino vince 2-1 e pone fine all’imbattibilità della Grande Inter di Herrera che durava da quasi tre anni. Talento cristallino in campo con i suoi dribbling, scatti, finte, personaggio anticonformista e rivoluzionario fuori, Gigi fu il sessantotto prima del sessantotto. Viveva in una mansarda di Piazza Vittorio arredata in stile bohémien, sul comodino teneva un teschio come portafortuna, dipingeva ritratti, guidava una Balilla nera, portava a spasso una gallina, disegnava abiti, cravatte che faceva realizzare su misura da un suo amico sarto. Portava barba e capelli lunghi. Per giocare in Nazionale gli imposero di tagliarsi i capelli.

Dal 2007 sul luogo della tragedia sorge un monumento commemorativo. Oggi a 54 anni di distanza, il ricordo della Farfalla Granata è più vivo che mai nel cuore dei tifosi granata.