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Dalla sala stampa dell’Olimpico Grande Torino, i nuovi acquisti Pietro Pellegri, Samuele Ricci e Demba Seck si sono presentati ai giornalisti. Ecco le loro dichiarazioni.

Prende la parola il Direttore sportivo del Torino, Davide Vagnati.

” Saluto Rincon e Baselli, li ringrazio per ciò che hanno fatto. E ringrazio anche chi è andato in prestito, Kone e Verdi. Purtroppo Fares ha avuto qursto infortunio, siamo vicini al ragazzo e dispiaciuti perché era un giocatore che avrebbe potuto darci una mano. Era doveroso fare questi passaggi.

Su Pellegri: “Lo conosciamo, è stato uno dei calciatori più giovani a segnare in Serie A. Le qualità sono state frenate dagli infortuni, ma è motivato a venire a Torino. Sono convinto che potrà mettere a disposizione le sue qualità.

Su Ricci: ” E’ un ragazzo che ha fatto tutta la trafila nelle nazionali giovanili, ora ha fatto lo stage con Mancini. Ha un grande potenziale, è giovane e non bisogna mettere troppa carne al fuoco: sono giovani che arrivano in una piazza importante, ma era giusto cogliere l’opportunità. La prima volta che ho sentito Ricci ho percepito il fuoco di provare un’aaventura diversa. Ci serve gente con fame e voglia per costruire un percorso diverso rispetto agli ultimi due anni”.

Su Seck:” Lo conosco da qualche anno, storie come la sua fanno bene alla vita. Parti da niente e piano piano cerchi di raggiungere gli obiettivi. Non li ha ancora raggiunti, ha un grande potenziale e deve lavorare. Ha la fortuna di essere allenato da un maestro come Juric, può permettergli il salto di qualità che ha dentro. Può diventare un giocatore di livello importante.

E’ il turno di Pietro Pellegri.

Come stai dal punto di vista fisico?

” Sto meglio, mi sto allenando bene e sapevo già i metodi di Juric, mi aiuta a recuperare la forma fisica: era ciò di cui avevo bisogno”.

Chi è il tuo idolo?

Ibrahimovic. Ho avuto la fortuna di giocare con lui, si è confermato il mio idolo”.

Cosa porti a Torino e cosa cerchi?

” Mi porto dietro uno zaino con esperienza, infortuni e gol. Ho imparato a conoscere meglio il mio corpo, ho imparato a come lavorare. Vengo qui non per riscatto, non mi piace e gli infortuni fanno parte della carriera, ma perché credo nel progetto e nel mister. Penso sia la scelta giusta”.

Quali sono i sogni di Pellegri?

Sono sempre gli stessi fin da quando sono piccolo: il primo l’ho realizzato, quello di giocare in Serie A. Ora voglio affermarmi, cercare la nazionale e raggiungere gli obiettivi con il club”.

Come hai ritrovato Juric?

” Lo conosco da parecchi anni, gli devo tanto: è stato tra i primi a credere in me. Siamo sempre rimasti in contatto per gli auguri, l’ho ritrovato come sempre. C’è un bel rapporto, ma professionale: faccio ciò che mi dice”.

Che progetto vedi nel Toro?

” Andare in una squadra con tanti giovani è più facile integrarsi. Il progetto è valido e c’è tanta gente di prospettiva. E’ un progetto giusto”.

E’ il momento del centrocampista Samuele Ricci, l’investimento più caro a gennaio durante l’era Cairo.

Com’è stata la trattativa?

E’ andata avanti con sicurezza. La società voleva portarmi qui, per mettermi alla prova in un gradino superiore. Sono stato contento di venire qua e di far parte della rosa del Toro”.

L’obiettivo Europa è percorribile?

” Pensiamo giorno per giorno, non ci creiamo troppe aspettative ma ci concentriamo una gara alla volta. A Udine non sarà semplice, ma faremo bene”.

Perché hai scelto il Toro?

E’ una società blasonata, il progetto mi è piaciuto e Juric mi ha convonto subito. Il suo modo di allenare può farmi fare il salto per migliorare le lacune che ho”.

Che effetto fa aver lasciato Empoli per la prima volta?

” Per questo lavoro, sono cose che possono capitare specialmente a un giovane come me. Uscire dalla zona di comfort può aiutare anche nella crescita e nel futuro. Mi sto trovando molto bene a Torino, quando trovi casa torna tutto come prima”.

Come hai trovato i compagni?

” Pobega lo conosco dalla nazionale, ma anche con gli altri ho trovato ragazzi disponibili e umili, che lavorano con professionalità. Mi stanno aiutando ad adattarmi”.

Che spazio cerchi in granata?

” Il centrocampo del Toro è valido e sono tutti giocatori completi, ma sono qua per dare una mano alla squadra e al mister”.

La chiamata per lo stage con la Nazionale maggiore com’è stata?

” Fa piacere a tutti, è normale per chi gioca a calcio. E’ una cosa che ti gratifica, ti fa capire di avere fatto un buon lavoro fino ad oggi. Sono stati tre giorni di allenamenti non molto intensi, ma belli perché ti confronti con giocatori top”.

Sei iscritto all’Università.

” Non è facile mantenere la concentrazione, ma di tempo ce n’è. E non ho fretta, voglio proseguire entrambi i percorsi”.

Su cosa devi migliorare?

” Sull’intensità. Questi allenamenti così intensi possono farmi migliorare molto”.

Quali sono i sogni e preoccupazioni di Ricci?

” Giocare nella massima serie è il sogno di tutti. Ci sono preoccupazioni perché non sai cosa ti aspetterà, ma il lavoro è questo: bisogna mettere da parte le preoccupazioni e rimanere concentrati su ciò che bisogna fare”.

Qual è il tuo idolo?

Non ho mai avuto un poster in camera, ma mi ispiro a tanti giocatori che interpretano il mio ruolo. Mi piace molto Brozovic, anche se il mio lavoro rispetto ad Empoli è cambiato: qui giochiamo a due”.

Infine prende la parola il giovane attaccante classe 2001 Demba Seck.

Che giocatori guardi principalmente?

” Guardo tutti, ma adesso guardo Haaland e Mbappé. Tanti giovani si sono bruciati nel passato e ci saranno ancora, ma voglio lavorare tanto. Non ho mai visto qualcuno che abbia lavorato tantissimo senza ottenere nulla”.

Quali sono pregi e difetti?

” Sbaglio tante occasioni davanti al portiere, ci devo lavorare. Ma sono molto bravo nell’uno contro uno e nel dribbling. Non ho un tipo di allenamento da fare, quando vado al campo , gioco come ho sempre fatto. Devi sempre trovare un modo per saltare l’uomo, quando ero alla Spal andavo via da entrambi i lati. Mi viene molto naturale”.

Hai la passione della lettura.

” Mi piace tanto leggere, è vero: mi ha aiutato molto”.

Cosa rappresenta la chiamata del Toro?

” Non è stata una decisione difficile, non è passato nemmeno un secondo per dire sì. Il mister fa lavorare tanto, è una grande società e giocare in Serie A è sempre stato un sogno. Partre dalla D e arrivare qui è eccezionale”.

Qual è il tuo ruolo preferito?

” Mi piacerebbe giocare da trequartista, lì sei vicino alla porta”.