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Clarence Seedorf, ex centrocampista del Milan, ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport. Per lui l’Inter è più forte, ma Pioli merita lo scudetto.

Leggenda– 10 anni al Milan, tra il 2002 e il 2012, conditi da 432 presenze e 62 gol. Questi sono i numeri di Clarence Seedorf, l’ex numero 10 dei Rossoneri, un centrocampista di qualità e quantità che per anni ha formato, assieme a Pirlo, Kakà e Gattuso, uno dei centrocampi più forti di sempre. Lui che di trofei se ne intende: sono 21 le coppe conquistate; tra queste figurano due campionati italiani, vinti con il Milan nel 2004 e nel 2011. E proprio dello scudetto italiano ha parlato ai microfoni del Corriere dello Sport, visto il testa a testa tra Rossoneri e Nerazzurri.

Sulle aspettative“Me l’aspettavo e a inizio stagione avevo detto che sarebbe stato un torneo più competitivo rispetto al passato, con più squadre in corsa per titolo. Credevo che Juventus e Napoli sarebbero restate ‘attaccate’ alle milanesi ancora di più, ma non hanno fatto il massimo. Anche la Roma e la Lazio potevano avere più punti”.

Inter o Milan per la vittoria?“Fin dall’inizio l’Inter è sempre stata indicata come la favorita perché ha la rosa più competitiva ed è campione d’Italia. Ora però il Milan è alla pari dei Nerazzurri, in una posizione ottima per vincere lo scudetto dopo tanti anni. Questo duello è positivo per lo spettacolo: in Spagna, Germania e Francia è tutto deciso da settimane, mentre in Italia ci divertiamo ancora”.

Cosa le piace del Milan?“E’ una squadra con uno spirito molto bello. Si vede da come celebrano i gol, dall’impegno che mettono tutti quando un compagno perde una palla importante. Noto uno spirito positivo, frutto del lavoro di un allenatore molto costante nel suo modo di essere. Pioli infonde serenità alla squadra e i risultati si vedono”.

Quanti meriti ha Maldini?“Molti perché Paolo con la sua presenza garantisce appoggio all’allenatore oltre a trasferire al gruppo la sua mentalità vincente, il dna milanista. Conosco Maldini e so che nei momenti di difficoltà trova sempre quell’equilibrio necessario per aiutare lo spogliatoio, per spingere il gruppo a essere competitivo. Grazie a lui il Milan ha fatto un bel salto di qualità rispetto agli ultimi anni”.

Su Ibra–  “Costacurta e Maldini hanno giocato fino a 41 anni… L’età è un numero e Ibra si mantiene in forma perché fa la vita giusta, sta attento ai particolari. Giocatori in età avanzata possono essere più decisivi di certi ventenni”.