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Una sconfitta che non vuole andare proprio giù: la Lazio sta pagando ancora lo scotto del pesante 2-0 subito a San Siro contro un Milan superlativo. Nel mirino dei biancocelesti c’è l’Europa League e la prima partita del suo girone con il Galatasaray ma quello che tiene banco è ancora il big match milanese, almeno per Maurizio Sarri. Il mister è intervenuto in conferenza stampa per parlare della preparazione della sfida europea, con una remora su quanto accaduto al termine del recupero.

I fatti di Milano e le parole di Sarri

Si perché proprio al fischio finale di Chiffi, in mezzo al campo si è accesa una miccia che ha scatenato uno scambio di vedute un po’ troppo acceso. In seguito ai battibecchi avuti con Saelemaekers e Ibrahimovic, Sarri ha ricevuto due giornate di squalifica, una per il confronto troppo acceso con il milanista e un’altra per aver pronunciato frasi blasfeme. Durante la conferenza stampa di rito pre-gara, il tecnico ha parlato così duro:

“Ho preso una giornata di squalifica per aver avuto un comportamento violento nei confronti di un giocatore. Non mi sembra che il mio sia stato un comportamento violento, ho semplicemente detto al giocatore (Saelemaekers, ndr) di avere maggiore rispetto. Invece a trenta metri c’è stato un altro calciatore del Milan (Ibrahimovic, ndr) che ha preso per i capelli un nostro giocatore (Leiva, ndr). Mi sembra che questo sia un atteggiamento violento, non il mio. Ma lì non è stato preso alcun provvedimento, non capisco perché”.

Il motivo della seconda giornata di squalifica ma Sarri non ci sta

Ed è proprio il motivo della seconda giornata di squalifica che non va proprio giù a Maurizio Sarri.

“Ho letto che sono stato squalificato per espressioni blasfeme. Non è vero. Nel sottopassaggio ho solo detto l’arbitro ‘hai lasciato che un ragazzino mi prendesse per il culo (testuale, ndr) per un quarto d’ora senza che né tu né il quarto uomo faceste niente. E poi che fai? Cacci me’. Non ho usato alcuna espressione blasfema e ci sono almeno tre persone che possono testimoniarlo. Ho già dato mandato ai miei avvocati di verificare se ci siano le possibilità di adire le vie legali ordinarie per ristabilire la verità”.