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La Roma domina lo Zorya e vola in testa al girone di Conference League. Il 3-0 maturato in Ucraina è frutto della disarmante superiorità tecnico-tattica dei giallorossi che hanno di fatto giocato contro una squadra che può essere paragonata, con grande sforzo, ad una compagine di medio bassa classifica di Serie B.

I tanti cambi di Mourinho sono la dimostrazione di come il portoghese non abbia particolari timori riguardo i padroni di casa; Smalling e Kumbulla fanno rifiatare Mancini mentre Ibanez viene decentrato sulla destra per dare riposo al chilometraggio di Karsdorp. Sulla sinistra Calafiori ritrova la titolarità dopo il derby passato ad osservare Vina mentre a centrocampo Darboe e Cristante compongono la mediana. Carlos Perez e El Shaarawy sostituiscono le “frecce” titolari Zaniolo e Mkhitaryan mentre torna Pellegrini, riposato dopo la squalifica. Davanti Shomurodov consente ad Abraham di osservare i suoi compagni dalla panchina.

La Roma parte forte e trova subito il gol con El Sharaawy il cui approccio al match è quello giusto. Dopo cinque minuti porta avanti la Roma scartando il portiere su imbeccata di Darboe e depositando in rete. Lo Zorya tenta una timida reazione e i boati che accompagnano la squadra quando riesce a superare la metà campo danno la dimensione della sua realtà.

Il mismatch di El Shaarawy sulla sinistra è il fattore del primo tempo. Il 92 è motivatissimo e prova più volte la conclusione a rete con il suo classico tiro a giro che non entra un po’ per imprecisione ed un po’ per la bravura del portiere Matsamura, bravo a deviare in angolo una sua conclusione.

Nel secondo tempo l’ingresso di Zaniolo e Abraham sveglia una Roma rilassata che si scuote e trova il gol della tranquillità con Smalling, bravo ad anticipare tutti su calcio d’angolo. Zaniolo agisce centralmente dietro Abraham e da uno scambio tra i due nasce la terza rete dell’inglese che chiude la disputa. I giallorossi dopo il 3-0 attaccano con meno convinzione e mettono in ghiaccio la partita.

Mourinho ha avuto le risposte che voleva, in un match non certo probante, dai giocatori impiegati con meno assidiuità. Da sottolineare la prova di un Darboe redivivo dopo le tante tribune e panchine; il gambiano è un’opzione che può tornare molto utile data la carenza di alternative in rosa nella sua posizione.

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