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Josè Mourinho, vittorioso della Conference League con la Roma, ha rilasciato un’intervista durante le meritate vacanze in Portogallo.

Ecco le parole di Mister Mourinho:

Sulla vittoria della Conference League. “La vittoria della Conference League da parte della Roma la colloco allo stesso piamo di una vittoria della altre competizioni europee perché ha regalato emozioni forti, indipendentemente dalla grandezza della competizione. Ci sono club per i quali le vittorie europee sono conseguenza naturale di investimenti e delle aspettative. Io ho avuto la fortuna che su cinque vittorie, quattro sono state contro natura. Con il Porto, per esempio nessuno si aspettava le vittorie europee, così come con l’Inter. E ancor meno con la Roma”.

Personalmente come ha vissuto queste vittorie, in particolare l’ultima? “Sono state conquiste vissute con pazzia e passione, perché coincidono con una delle mie principali preoccupazioni dome allenatore. Dare allegria agli altri è la cosa più bella che c’è nella vita. Nel caso della Roma è stata una vittoria molto speciale”.

Sesto posto e vittoria della Conference, è stata una stagione buona? “Dipende da chi la analizza. Per alcuni Einsteins delle tv portoghesi, la nostra stagione è stata pessima, ma per me che sono molto esigente con me stesso, è stata fantastica, perché non avevamo le capacità per fare meglio. Ci sono stati giocatori che hanno disputato 50 partite e non parlo di Rui Patricio che ne ha fatte 54…”.

Come ha ritrovato la Serie A dopo dieci anni? “È un campionato in crescita. Le società di metà classifica hanno qualità di gioco e le partite diventano difficili. Vogliono vincere, non ci sono partite semplici. Sono contento di essere tornato in Serie A”.

Si è lamentato spesso degli arbitri. “Gli arbitraggi si discutono non solo in Italia ma in tutto il mondo. In Serie A c’è un lavoro difficile per il signor Rocchi, ci sono meno arbitri con esperienza e molti giovani. Devo dire che ci sono stati alcuni errori arbitrali che hanno condizionato diverse partite. Comunque la Serie A è un campionato di qualità”.

Passata la prima stagione nella Roma, come vede il futuro? Servono solo rinforzi o qualcos’altro? “Siamo consapevoli della differenza che ci separa dalle prime squadre in classifica e dobbiamo continuare solo in una maniera: lavoro, lavoro e lavoro.  Solo così riusciremo a ridurre il gap. Non esiste un’altro modo”.