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La Roma di José Mourinho ha conquistato la Conference League, battendo in finale il Feyenoord. Successo arrivato al culmine di una gara equilibratissima, decisa da una zampata di Nicolò Zaniolo nel primo tempo. L’esterno tosco-ligure è stato quindi il match winner della gara di Tirana.

Una vittoria che a inizio stagione sembrava alla portata. Diventata utopistica dopo i 10 gol presi in 3 gare dai modesti norvegesi del Bodo. Eppure, quando la gara è stata decisiva, gli uomini di Mourinho hanno regolato la squadra dell’allenatore Kjetil Knutsen all’Olimpico con un convincente poker.

Quel successo, arrivato dopo la sconfitta nel Nordland e in seguito a due scialbe prestazioni contro il Vitesse, ha fatto scoccare la scintilla. Complice anche l’abbandono del Tottenham, i giallorossi hanno acquisito quella consapevolezza di poter vincere la competizione. Il Leicester, arrivato di poco dietro al Napoli in Europa League, era avversario ostico. Fondamentali il pareggio in Inghilterra e, soprattutto, la vittoria di misura in casa.

Chi afferma che la Conference League è la coppa delle squadre delle confederazioni minori è intellettualmente disonesto. Se il Villareal non avesse vinto l’Europa League, vi ci avrebbe partecipato. C’era il Tottenham, per non parlare di Leicester, Marsiglia, PSV e lo stesso Feyenoord. Uno scenario assolutamente da Europa League.

Ad onor del vero, per le suddette circostante, sono mancate due avversarie sulla carta superiori, come giustappunto gli Spurs e il Submarino Amarillo. Tuttavia Leicester e Feyenoord sono equiparabili alle due che hanno disputato la finale di Europa League.

10 gol presi contro il Bodo? Nota di demerito, soprattutto per il 6-1 preso in autunno. Su questo non c’è nulla da obiettare. Eppure Mourinho, memore degli errori, è riuscito a dare la sterzata decisiva quando contava. Al ritorno dei quarti i norvegesi sono stati spazzati via dalla furia giallorossa.

D’altronde parliamo di un tecnico che ha vinto 5 coppe europee. Un tecnico che, pur non essendo magari quello dei tempi d’oro, è ancora in grado di dare lo scacco matto al momento decisivo. Un Guardiola, pur avendo quasi sempre avuto la squadra favorita, è invece spesso mancato in finali e semifinali. Il pur bravo Fonseca, che ha totalizzato sul campo gli stessi punti di Mourinho con una squadra inferiore, difficilmente sarebbe riuscito nell’impresa.

Il tecnico portoghese aveva perso malamente a Barcellona nel girone della stagione 2009/2010. Nella gara più importante, a San Siro in semifinale, ha inferto una sonora mazzata a Guardiola. Inoltre e, in conclusione, va sfatata la stucchevole narrazione che parla di “coppetta minore”: si scrive Conference League, si legge Europa League. Almeno come livello per quanto riguarda quest’anno.