• Tempo di lettura:3Minuti

Una Roma dalle due facce, inquietante la prima e convincente la seconda, supera il Lecce per 3-1 e passa il turno di Coppa Italia. I giallorossi staccano il pass per i quarti di finale, contro l’Inter a San Siro, dopo una partita male interpretata nel primo tempo e poi recuperata, grazie ai cambi e ad una diversa cattiveria, nella ripresa. Mourinho sceglie un inedito 4-3-3 con il tridente Felix, Abraham e Carles Perez mentre Sergio Oliveira affianca Veretout e Cristante a centrocampo. Il Lecce non ha timori reverenziali e aggredisce la partita con il piglio di chi non ha nulla da perdere. L’atteggiamento degli ospiti viene premiato e l’undici di Marco Baroni costringe i più blasonati avversari ad una partita sulla difensiva, trovando il vantaggio grazie al solito gol dell’ex Calabresi. Il difensore è bravo a prendere il tempo alla retroguardia giallorossa su calcio d’angolo e a indirizzare la sfera dove Rui Patricio non può arrivare.

La Roma non reagisce, scollata nei reparti e priva del giusto atteggiamento, blando e statico, che non le consente di trovare sbocchi offensivi. Felix cerca di mettersi in mostra ma davanti a Gabriel cerca un pallonetto che il portiere brasiliano riesce a smanacciare in angolo. I timidi segnali di ripresa diventano più consistenti con il malcontento del pubblico che sveglia a modo suo la squadra. Abraham mostra vivacità e prima cerca l’azione solitaria perdendosi tra i due difensori del Lecce e poi spizza un bel calcio d’angolo nel finale che taglia fuori la difesa e consente a Kumbulla di realizzare il pari.

Mourinho cambia tutto nella ripresa, torna al 4-2-3-1 ed inserisce Zaniolo e Mkhitaryan al posto di un Carles Perez irritante e di Veretout, apparso stanco e decisamente appannato. La Roma cambia marcia e Zaniolo dopo appena due minuti fa vibrare il palo con una sassata. Baroni capisce che l’inerzia della partita è cambiata ma non fa in tempo a correre ai ripari, perché i padroni di casa passano definitivamente in passaggio. Mkhitaryan verticalizza centralmente su Abraham che sfrutta il velo (con tocco che lo tiene in gioco) di Zaniolo e realizza con un destro imparabile dal limite. La resa dei salentini è nell’espulsione per doppia ammonizione di Gargiulo. Il Lecce si ritrae ma la Roma non riesce a chiudere la partita, nonostante le folate di uno Zaniolo voglioso di trovare la rete e un’occasione clamorosa fallita da Mkhitaryan. Il 3-1 che fa scorrere i titoli di coda sul match arriva all’81’ con il subentrato Shomurodov, servito meravigliosamente sulla corsa dall’armeno e bravo a freddare Gabriel rientrando da sinistra per poi freddare Gabriel sul primo palo.

La Roma dunque avanza con brivido dopo aver fatto valere il tasso tecnico maggiore ma il primo tempo deve far riflettere perché, contro un avversario di caratura superiore, l’atteggiamento mostrato da chi è stato chiamato in campo a inizio gara ha lasciato parecchio a desiderare.

Seguici anche su Per Sempre News!