Quando parla Daniele De Rossi non è mai banale: per uno come lui non esiste fare zero a zero, dice quello che pensa e il suo pensiero è sempre lucido e motivato.

Intervenuto, ospite “tra amici” alla Bobo TV, che è la live organizzata da Vieri insieme a Cassano, Adani e Ventola, l’ex capitano giallorosso ha detto la sua sul momento della sua squadra del cuore di cui ha vestito la maglia per una vita, la Roma.

Il suo pensiero su Fonseca è chiaro sin da subito: “Metterlo in discussione è una follia, è un allenatore capace che ha dato un’identità di gioco ben definita alla squadra. Io non sono d’accordo sul fatto che, come valore dei giocatori, la Roma fosse considerata la settima forza del campionato ma neanche la terza, quindi sta facendo bene, era in discussione quando si trovava a quattro punti dalla vetta, ma Roma è un po’ così. Se si inizia con un progetto bisogna dare il tempo di svilupparlo, deve essere brava la società a non farsi influenzare”

Incalzato sull’ambiente romano stritola allenatori, De Rossi pensa sia una mezza verità: “Non c’è pazienza è vero, si vuole vincere subito e non si accetta di aspettare per sviluppare un progetto. A Luis Enrique non perdonerò mai di essersene andato, non dico che con lui avremmo vinto quello che poi ha vinto a Barcellona, ma sicuramente ci saremmo divertiti, aveva una filosofia diversa e cominciava ad entrarci in testa.”

“Il clima però è cambiato rispetto a quindici anni fa quando ci tiravano le banane dentro Trigoria e venivano in diecimila a contestare: adesso non rompe più le scatole nessuno, c’è solo da scendere in campo la domenica successiva e riscattarsi”

L’ex capitano giallorosso chiude sulla presunta mancanza di leader carismatici nello spogliatoio della Roma: “Ci sono leader a trecentosessanta gradi come potevo essere io o leader tecnici come Totti o Pirlo che non parlavano tanto ma quando la palla scottava, la volevano sui piedi per risolvere la situazione a prescindere dal pubblico.

“Io credo che in questa Roma un nostro erede potrebbe essere Pellegrini che è diventato meno lezioso e più essenziale. Dopo l’ultimo derby (perso 3-0 dalla Roma ndr) ha avuto il coraggio di mettersi la fascia di capitano e scendere in campo contro lo Spezia, risolvendo pure la partita. La sua personalità sta crescendo.”