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In una conferenza stampa di tanto tempo fa Mourinho, all’epoca allenatore dell’Inter, espresse un concetto molto chiaro: l’allenatore non ha tempo di pensare a quello che è successo perché c’è subito da pensare a quello che succederà. Un concetto ribadito poi da un altro allenatore agli antipodi del portoghese ma che a Roma conoscono bene, Claudio Ranieri.

Per gli allenatori di alto livello non c’è spazio per dietrologie, non c’è spazio per arbitri e polemiche. C’è la prossima partita, che per la Roma sarà contro il Napoli tritatutto di questo inizio di stagione. Mourinho ha visto una grande Roma e gran parte di tifosi e critica sposa questa tesi. I giallorossi hanno messo alle strette una certa Juventus a casa sua con autorità, giocando bene al calcio e con una fisicità mai vista dalle parti di Trigoria.

La Roma si sta “incattivendo”. A Torino non è sparita dal campo come in passato, intimidita dai fischi e da qualche entrataccia. Ha ribattuto colpo su colpo aggiungendo anche qualità nel palleggio e una difesa che man mano sta concedendo sempre meno agli avversari. I giallorossi devono ripartire da questo atteggiamento per andare contro un Napoli in fiducia. Mancherà Zaniolo che probabilmente tornerà contro il Milan, ma la sensazione è che la squadra a prescindere dagli interpreti, abbia assimilato i concetti che Mourinho vuole trasmettere.

Combattere sempre, non togliere mai la gamba, fare gioco a prescindere dal risultato soprattutto se avverso, non perdere la concentrazione, “morire” in campo. Il tecnico sa che la Roma è in piena fase embrionale e che le vittorie aiutano a velocizzare il processo di maturazione, a creare autostima e a tenere alto il morale, ma la partita di Torino lascia più sensazioni positive rispetto a quelle negative. Come dice Julio Velasco, uno che qualcosa nella sua carriera ha vinto: “Chi vince festeggia, chi perde spiega e capisce”. La sconfitta è una brutta sensazione ma fa bene, fa crescere, fa studiare il perché accadono certe cose in campo e come si possono evitare.

Siamo sicuri che oggi il portoghese catechizzerà il gruppo, gli farà i complimenti e punterà dritto al Napoli: un tecnico vincente non cerca alibi e lui non ha alzato i toni della polemica. Sappiamo che Mou ha la personalità per scatenare un putiferio, ma ha deciso di non farlo e ha sicuramente un motivo di crescita dietro questo low-profile.

Dritto al Napoli, dritto contro “Spallettone”, le polemiche lasciate ai giornali, ai social, agli strilloni, agli opinionisti e agli ex-arbitri. La Roma sa benissimo cosa è successo, ma la mentalità “piagnona” di cui viene accusata deve essere estirpata e Mou lo sa. Per questo alla polemica ha preferito il silenzio: i giocatori non devono avere alibi e alzare ancora l’asticella contro il Napoli.