L’Inter festeggia il diciannovesimo scudetto nel migliore dei modi, rifilando un sonoro 5-1 ad una Samp versione sparring-partner, arrivata a San Siro senza obiettivi e ben disposta a fornire la giusta passerella ai nuovi Campioni d’Italia.

Per un pomeriggio sono tutti concordi nel lasciare alle spalle la situazione finanziaria del club, per concentrarsi sulle giuste celebrazioni di una squadra che corre forte, alla ricerca dei 94 punti che la collocherebbero alle spalle della prima Inter di Mancini per record di punti in una singola stagione.

I 3.000 tifosi che hanno accompagnato la squadra verso il Meazza sono stati la cosa più rilevante, con cori, fumogeni e qualche… assembramento di troppo. 

Dieci anni di magra sono stati un richiamo troppo forte per i tifosi della Beneamata.

La partita ha poco da commentare: l’Inter ha passeggiato sulla Samp senza trovare alcun genere di resistenza già dai primi minuti quando Gagliardini in spaccata ha freddato Audero, indirizzando il match verso binari confortevoli.

Il portiere doriano si riscatta su Hakimi che però nulla può sul piazzato di Alexis Sanche alla mezz’ora. La Samp risponde con Keita al 35’ che da bravo ex mette la sua firma sul tabellino marcatori, bravo a ribadire una respinta di Handanovic su Candreva.

Neanche due minuti dopo l’Inter ristabilisce le distanze con uno scatenato Sanchez. Il “Nino Maravilla” raccoglie un cross del solito Hakimi e ribadisce in rete il 3-1.

Nella ripresa I padroni di casa dilagano e c’è gloria anche per Pinamonti che potrà definirsi Campione d’Italia grazie al suo primo gol, quello del 4-1 su assist del subentrato Barella.

Nel finale i ritmi da amichevole partoriscono l’ultimo sussulto di Lautaro che realizza il quinto gol su rigore provocato da Adrien Silva.

Una partita celebrativa dei nerazzurri che da domani torneranno a preoccuparsi per l’eventuale ridimensionamento voluto dalla proprietà: oggi c’è solo da festeggiare il meritato Scudetto 2020/21.