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Manca sempre meno al 2022 e Lorenzo Pellegrini fa il resoconto dell’anno: il capitano della Roma stila un bilancio della sua squadra che ha vissuto un cambio di rotta in panchina. L’arrivo di Mourinho sulla panchina giallorossa ha portato una ventata di freschezza, unita alla voglia di tornare a vincere. Intervistato sui canali ufficiali del club, il numero 7 dà fiducia totale al suo mister:

“Mourinho è l’uomo giusto per vincere. La cosa che mi piace più di lui è che gli interessa solo una cosa: continuare a lavorare per cercare di vincere. Questo è quello anche io voglio più di tutto. Ho 25 anni, gioco nella Roma e ho voglia di vincere. Tutti nel nostro lavoro vogliamo realizzarci e io come calciatore voglio vincere, voglio arrivare primo. Mourinho è esattamente quello di cui la Roma, i giocatori, i dipendenti, lo staff e i tifosi avevano bisogno. Penso che sia la persona perfetta al momento giusto”.

Poi aggiunge:

“Abbiamo iniziato un nuovo ciclo, con l’allenatore più vincente che c’è e che ha fatto la storia del calcio, con dei nuovi presidenti che tengono alla Roma come ci teniamo tutti, con tutte le persone che ogni giorno vengono a Trigoria. L’obiettivo di tutti è cercare di migliorarsi sempre e di portare la Roma a essere una squadra vincente, non una volta ogni 20 anni ma sempre in grado di competere per la vittoria”.

Occasione sprecata con la Sampdoria

L’ultimo match del 2021 ha visto la Roma pareggiare in casa con la Sampdoria: i blucerchiati sono riusciti a rispondere al gol di Shomurodov con la rete di Gabbiadini. Rammarico per Pellegrini, soprattutto per il suo infortunio:

“Nell’ultima partita abbiamo perso un’occasione alla nostra portata. Ecco, nel bene e nel male dobbiamo ripartire proprio da queste due sfide e lavorare sodo alla ripresa. Non ero al meglio da un paio di mesi e poi è arrivato questo infortunio che però mi dà a possibilità di recuperare sia da questo problema, sia da quello che avevo prima. Ho lasciato comunque tutto in buone mani ai miei compagni e spero di poter rientrare al 100% al più presto”.

Orgoglioso della fascia di capitano

La voglia di tornare in campo e festeggiare insieme ai suoi compagni: il capitano della Roma non vede l’ora di rimettere gli scarpini e giocare con la fascia al braccio:

“È arrivata in un modo non piacevole. Essere diventato il capitano per me è un onore incredibile oltre che una responsabilità, però mi sarebbe piaciuto diventarlo in maniera diversa. In quel momento la società ha ritenuto opportuno che il capitano diventassi io ma per me Edin Dzeko restava uno dei capitani anche senza la fascia, così come lo ero io in precedenza o come lo sono tuttora Mancini e Cristante”.