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Troppa differenza di qualità e troppa Juve per la Salernitana. I bianconeri dominano la gara vincendo 2-0 e portano a casa i tre punti che consentono alla Vecchia Signora di rimanere agganciata al treno Champions grazie a una prestazione prepotente, contro un avversario troppo arrendevole. Allegri opta per un 4-2-3-1 molto offensivo con tre trequartisti puri e tutti mancini: Bernardeschi e Kulusevski si muovono sulle fasce con l’ausilio di Cuadrado e Pellegrini mentre Dybala agisce, con libertà di movimento, dietro l’unica punta Moise Kean. Locatelli e Bentancur danno equilibrio davanti alla difesa, che ritrova Chiellini al fianco di De Ligt.

Primo tempo dominato dagli ospiti che partono con il piglio giusto e cominciano ben presto a far lavorare Belec, impegnato subito da Dybala un paio di volte nei primi cinque minuti. Il portiere risponde presente mentre Kulusevski non trova la porta di pochissimo al 10′ sfiorando il palo alla destra del portiere. La Salernitana, piantata dietro con il suo 5-3-2, non riesce mai a farsi vedere dalle parti di Szczesny nonostante la vivacità di Bonazzoli e al terzo tentativo la “Joya” trova l’angolo giusto; l’argentino chiede e ottiene la sponda di Kulusevski e dal limite dell’area lascia partire un tracciante su cui Belec non può nulla. La Juve non molla la presa e sigla anche il raddoppio, annullato in seguito dal VAR: Cuadrado pennella una punizione capolavoro dal lato corto dell’area che costringe Belec al miracolo, sulla respinta si avventa Chiellini che ribadisce in rete, vanificata dalla posizione di offside di Moise Kean. Il primo tempo si chiude con uno squillo di Bentancur e al termine della frazione le statistiche parlano chiaro: 80% di possesso palla per gli ospiti, con la squadra di Colantuono a fare da sparring partner.

La ripresa vede ancora la Juve in gestione ma i bianconeri non chiudono la partita e rischiano fortemente di far rientrare la Salernitana in gioco. I padroni di casa alzano pian piano il baricentro e riescono a proporsi in avanti con maggiore convinzione, arrivando ad un passo dal pari con un diagonale a botta sicura di Ranieri che si stampa sul palo interno ed esce clamorosamente al lato. La Juve fatica a mantenere l’equilibrio ma pian piano assorbe l’entusiasmo dell’Arechi e ricomincia a far circolare la palla. Kean, volenteroso ma confusionario viene sostituito da Morata che dopo appena tre minuti trova un gol di rara difficoltà. Lo spagnolo è bravo ad attaccare il primo palo e a beffare Belec con un tocco di suola che passa tra le gambe del portiere. Allegri passa a un 4-4-2 più difensivo con Rabiot in sostituzione di Bernardeschi e la partita, che si era fatta insidiosa, rientra nei binari del dominio bianconero. A più riprese Dybala e Morata sfiorano il terzo gol che non arriva neanche su rigore nei minuti di recupero: Dybala dagli undici metri scivola spedendo il pallone in curva.

La prestazione della Juve, seppur con un avversario non particolarmente performante, è assolutamente confortante per approccio, mentalità e autorità, e fa rifiatare anche Allegri dopo le due sconfitte sanguinose contro Chelsea e Atalanta.