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Marotta, intervistato direttamente al Dall’Ara dove l’Inter ha preso 3 punti senza giocare a causa del blocco della ASL imposto al Bologna, ha parlato della difficile e confusa situazione in cui versa il calcio italiano. Una situazione paradossale certo, ma che era prevedibile visto quanto stava succedendo in Inghilterra appena 20 giorni prima che la variante Omicron del Covid si abbattesse come uno tsunami sul nostro paese. Il DS dell’Inter non si è sottratto all’argomento e ha spiegato il suo punto di vista:

“Devo dire che questa quarta ondata ci ha preso in contropiede, sia nella società civile che nello sport. Alcune leghe hanno rinviato il calendario, altre no: rinviare questi turni avrebbe garantito una gestione più fluida, ma poi c’è la compressione di un calendario che ci vede costretti a svolgere tutte le partite fino a maggio, quindi non c’era tempo per inserire altre giornate di recupero. Oggi siamo di fronte a una causa di forza maggiore. Poteva essere una valutazione intelligente, ma c’è stata la repentinità nel trovarci di fronte a un numero incredibile di positività nel giro di pochi giorni”.

Farsi cogliere impreparati da una pandemia che funesta il globo, nonostante i vaccini e la corsa ai ripari non passa tuttavia inosservato, e anche Marotta non si nasconde dietro un dito:

“Un po’ di autocritica va fatta, ma c’è anche il fatto che la quarta ondata ci ha travolto in modo molto rapido, le positività sono aumentate nel giro di pochi giorni. C’erano le festività, dovevamo concedere da regolamento alcuni giorni di riposo ai nostri tesserati, che sono andati nei luoghi più spensierati. Autocritica, ma anche di fronte a una situazione di emergenza che ci ha trovato impreparati”