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Nella larga vittoria del Torino brillano in tanti, agevolati da un avversario non certo irresistibile. L’atteggiamento della squadra di Juric è però quello giusto nell’arco di tutti e novanta i minuti più recupero.

VANJA 6 – A tratti inoperoso, nel primo tempo fa tremare lo stadio rischiando l’impossibile in un disimpegno suicida che per poco non favorisce Bonazzoli. Fa finta che sia tutto sotto controllo ma sa perfettamente il rischio che ha corso.

ZIMA 6.5 – Insieme a Bremer erge il muro che blocca lo spauracchio Simy: il ventenne ceco non avrà tecnica brasiliana ma in difesa fa il suo e non disdegna sortite offensive per creare superiorità numerica in fase offensiva.

BREMER 7.5 – Eccellente in fase difensiva, dove argina Simy e Bonazzoli senza affanni. Si toglie lo sfizio di realizzare il gol del 2-0 con un terzo tempo da cestista e propizia anche il 3-0 di Pobega facendosi ancora una volta trovare in area al momento giusto.

RODRIGUEZ 6.5 – Pulito e veloce nella difesa a tre, è la velocità che serve a Juric per giocare con la difesa a 30 metri dalla porta. Recuperi giusti e ordine in un ruolo che non è (ancora) il suo.

SINGO 7 – Una transiberiana sulla fascia: Juric punta sugli esterni per scardinare la prevedibile difesa ad oltranza dei campani e lui si fa trovare pronto con tanta corsa e qualità. Un giocatore che il tecnico potrà valorizzare molto.

LUKIC 6.5 – Mezzo voto in più per il gol. Il serbo si assenta un po’ dalla manovra, si accende a tratti ma è intermittente e ogni tanto si nasconde. Quando lascia intravedere le sue qualità si beve Gagliolo in campo aperto e realizza un gol non da tutti.

MANDRAGORA 6.5 – Detta i tempi ed è il metronomo del Torino. Tocca una quantità infinita di palloni che smista senza soluzione di continuità verso gli esterni. Cura anche la fase difensiva con ordine senza particolari patemi, data la caratura dell’avversario.

ANSALDI 7.5 – Se Juric vuole sfondare sugli esterni, lui aggredisce la fascia con agonismo e qualità pennellando due assist sulla testa di Sanabria e Bremer prima di lasciare il campo ad Ola Aina per sfinimento.

LINETTY 6 – Sembra ancora un po’ estraneo alla manovra granata, come se credesse ancora poco nei dettami tattici. Il polacco si limita al compitino senza strafare.

PJACA 5.5 – Ci mette tutta la buona volontà, questo talento croato che ha vissuto i suoi primi anni di carriera più in infermeria che in campo. Si divora un gol clamoroso dopo venti minuti e replica con un altro mezzo scempio dopo altri dieci. Generoso, ma con un Sanabria extralusso e il ritorno di Belotti rischia di finire nel dimenticatoio come a Firenze.

SANABRIA 7 – Il paraguiano celebra una delle settimane più belle della sua vita, neopapà e gol in Nazionale, con una prova di sostanza coronata da un gol che da lui non ti aspetti. Il colpo di testa su cross a scendere è prepotente e

BUONGIORNO 6 – Sostituisce Ricardo Rodriguez in un momento della gara in cui la Salernitana prova ad avanzare ma non viene mai impensierito.

POBEGA 6.5 – Nei pochi minuti in cui esordisce con la maglia del Toro, l’ex spezzino si butta in area e segna subito con un incursione offensiva che lo premia.

PRAET 6 – Ordinato nei pochi minuti in campo, è l’abbondanza a centrocampo che Juric cercava.

JURIC 7 – Mette in campo una squadra che dimentica Firenze e ritrova l’entusiasmo visto contro l’Atalanta nella prima di campionato. Aggressività e trame offensive cominciano ad avere presa sul gruppo che, per crederci, aveva bisogno di una vittoria roboante. Ora può lavorare con più tranquillità sul suo calcio.