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SZCZESNY 6,5 Certamente il più impegnato tra i due numeri uno. Se la cava alla grande soprattutto sul tiro improvviso di Leao a metà della prima tornata. Blocca a terra un tiro insidioso di Theo e guida con tranquillità una difesa juventina in palla, attenta il giusto.

DE SCIGLIO 6,5 Ormai è una certezza. Primo tempo arrembante, nel quale si concede qualche occasione per impensierire i milanisti in ripiegamento. Secondo tempo votato alla difesa strenua della sua fascia, dove i martellamenti degli avversari si fanno continui. Se la condizione lo assiste può risultare un bell’acquisto di gennaio. Tra l’altro, come crossa lui, non ce n’è tanti.

RUGANI 7 Ti ho sempre voluto così, deciso, preciso, attento e roccioso. Ti ho sempre voluto così, ma tu facevi di tutto per mandare tutto in vacca. Vedi, che se ti fai rispettare, mi fai contento? Non ci sono palloni giocabili per Leao, tranne uno, Ibra sta alla larga e poi esce, Rebic non pevenuto, chi si butta in area non sfonda. Ma ci voleva così tanto, Daniele?

CHIELLINI 6,5 L’esperienza di Chiello sta alla pericolosità delle punte rossonere, come l’universo sta ad un formicaio. Aiuta Rugani a fargli capire cosa voglia dire laurearsi a Cambridge in “sparizione di palloni”. Le punte di Pioli si volatilizzano a tal punto che nella seconda metà della ripresa Giorgione si applica nella spinta in avanti, fino a creare superiorità numerica al limite dell’area avversaria. Ah, per la cronaca, di Messias ci sono tracce sul foglio della formazione milanista e poi null’altro. C.V.D.

ALEX SANDRO 6,5 In una difesa di tal fatta, anche l’anello debole ha il suo momento di gloria. Sandro non si perde nemmeno una volta l’uomo, Sandro resta concentrato fino all’ultimo. Anche le sue uscite sono più convincenti del solito. Una buona prestazione, che va sottolineata. Limita le incursioni di Calabria e soprattutto non demorde su Saelemaekers, fresco e giovane e sgusciante. Mette sulla testa di McKennie la palla del vantaggio possibile.

CUADRADO 6 Buona presenza in mezzo al campo, ma non altrettanto efficace nel servire palle pericolose in area. La partita di Juanito è una serie ininterrotta di battaglie e di tentativi di sortita da marcature doppie e triple. Al Milan sanno bene quanto sia importante per la manovra juventina, quindi lo guardano a vista, a costo di ammonizioni e conseguenze poco piacevoli. Quando poi si accorgono che l’arbitro dimentica spesso il fischietto in tasca, si apre la caccia gratis e buonanotte Cuadrado (BERNARDESCHI 5 Quasi mezzora di tempo per incidere sull’incontro; mezzora di scazzo, fino ai limiti dell’irritazione.)

LOCATELLI 5,5 Limitato forse da un cartellino proditorio dato da un direttore di gara che lascia picchiare a targhe alterne. Quando tocca a Locatelli, cambia improvvisamente assetto mentale, va a sapere perché! Comunque sia dai piedi del Manuel non partono copiosi i soliti palloni ispirati e in profondità si patisce. E’ insomma una prestazione in tono minore. P.S. Il cartellino giallo costerà la squalifica per Juve – Verona. Dai, arbitro, che qualcosa Di Bello lo hai combinato. (ARTHUR 5,5 Ritornato al livello abituale di perdita di tempi di gioco e di accompagnamento al pallone per il campo, un po’ come se il brasialiano lo dovesse “scendere per pisciarlo”. Ma fare due partite accettabili di fila, no eh!)

BENTANCUR 7 Poi non dite che sono prevenuto! Don Rodrigo migliore in campo e migliore del centrocampo. Partita di sostanza, di lotta, di esaltazione in mezzo a tibie e pèroni che saltano per aria. Non si contano le palle recuperate tra i piedi dei milanisti al limite con conseguente ripartenza, magari buttata a girasoli per colpa di qualche compagno leggerino. Da solo fa per Locatelli e Arthur, anche se con minore classe. In partite come questa, conta la grinta, più che lo svolazzo. (RABIOT 5 In 3 minuti si prende l’insufficienza grave. In una azione in cui si trova tra i piedi un pallone con il campo aperto, invece di andare fino in fondo, per ottenere un tiro in area o un intervento con relativa punizione, stacca la spina a 10 metri dall’area di rigore, appoggiando in mezzo alla maniera dei derelitti cronici. Della serie, Rabiot non serve a nulla)

McKENNIE 6 Sacrificato sull’altare del lavoro sporco, a rincorrere qualunque sagoma con il rossonero addosso. Secondo tempo meglio del primo, compreso il colpo di testa classico che può diventare il jolly pescato dal mazzo. Partita dispendiosa in termini atletici, ma con lui presente le posizioni dei difensori non vacillano ed è già tanta roba.

DYBALA 5 Quanti tiri verso Maignan ha effettuato Paolino? Quante azioni pericolose ha confezionato Paolino? Dice, però ha un sinistro che dipinge. Tante grazie al cavolo. Gli riservano il trattamento riservato a Cuadrado e passa il tempo della partita a salvare la pelle in mezzo a due o tre marcatori in contemporanea. Va sostituito al 60°, non al 90°, Allegri… e poi con Kulusevski. Andiamo, là… (KULUSEVSKI S.V. A che caspita serve una sostituzione di questo tipo, Allegri?)

MORATA 5,5 Almeno corre, si impegna, non si estranea dalla lotta e appena la Juve entra in area in una delle rare volte, viene colpito da dietro. L’arbitro applica l’effetto SERRA e il V.A.R. è spento, come sovente a San Siro. Si vede che il Comune di Milano è moroso nei confronti dell’Azienda Elettrica. La domanda sorge spontanea: cosa sarebbe successo a parti invertite? (KEAN 5 Parej ‘d ‘na bàrca ‘n t’in bòs-c, si dice a Torino. Anzi, al primo contrasto, prende anche un giallo, tanto per limitarlo ulteriormente.)

ALLEGRI 6 Prepara la partita con attenzione, contrariato dalla “caghetta” che colpisce de Ligt durante la notte. Rugani lo ripaga con una bella prestazione, ma si intuisce che l’assetto diventa più guardingo. Con l’olandesone in campo forse Bentancur non sarebbe stato nella formazione iniziale. Ciò detto al netto dell’ottima prestazione dell’uruguagio. Tatticamente impatta col Pioli che non riesce mai a far decollare il suo Milan e alla lunga la condizione fisica della truppa sorregge il tentativo finale di strappare una vittoria insperata. Colpevole nella gestione di alcuni cambi, come quello tardivo, troppo tardivo, di un Dybala desaparecido. A parziale discolpa va sottolineata la completa incapacità dei panchinari ad alzare il livello della squadra. E’ già tanto che non lo peggiorino. Bernardeschi è solito cambiare il passo? Arthur è forse un valore aggiunto? Su Kulusevski e Raboit è bene stendere un velo pietoso; Kean è acerbo come una mela ad aprile. Ai tempi del primo Allegri, nell’ultimo quarto d’ora, un paio di cambi facevano spesso pendere l’ago della bilancia dalla parte della Juventus. Ora non c’è l’ago e neanche la bilancia. E la palla va lanciata in tribuna, dove siedono i dirigenti. Di questo aspetto, Allegri non ha voce in capitolo. E gestire le sostituzioni solo per motivo conservativi, non è un buon viatico verso il quarto posto. Sono stato chiaro?