• Tempo di lettura:4Minuti

Il vero leader si prende sulle spalle il gruppo e lo porta in trionfo: questo ha fatto Ciro Immobile con la sua Lazio contro l’Udinese. Entrato in corsa dopo 71 minuti di Vedat Muriqi, il numero 17 è salito subito in cattedra e ha sfiorato di segnare subito. Ma la partita si è protratta fino ai tempi supplementari ed è proprio lì che succede la magia: Cataldi serve un pallone d’oro da 30 metri che Ciro può prendere solo col suo sinistro, il piede debole, e tira la palla in rete con il pallonetto. Con la sua prestazione, come sempre, Immobile trascina la sua Lazio. Da inizio del 2022 non ha mai smesso di segnare ed ha già realizzato 5 reti in quattro sfide disputate. Numeri da grande campione qual è, troppo spesso criticato per delle convinzioni assurde collegate con la nazionale di Mancini. La rete in Coppa Italia lo consacra sempre di più come re biancoceleste: il miglior marcatore di tutti i tempi laziali, che non sono pochi viste le 122 primavere sulle spalle.

Ciro sul tetto d’Europa con Lewandowski, Benzema e Salah

Numeri impressionanti: 171 reti con l’aquila sul petto in 244 presenze. Di destro e sinistro, di testa, in acrobazia, dal dischetto: li sa fare in ogni modo, facendo esplodere di gioia i suoi tifosi. E la sfida con i migliori d’Europa continua: dopo la vittoria della Scarpa d’oro nel 2020, Ciro Immobile insegue a 21 reti Lewandowski che ne ha già realizzate 34, dietro ci sono Benzema (24) e Salah a quota 23. Il bomber laziale non vuole di certo mollare l’obiettivo di vincere di nuovo il premio: al momento si trova quinto in classifica con 17 gol e 34 punti come la punta del Real Madrid, sul gradino più alto c’è sempre il centravanti polacco che col Bayern Monaco ha già totalizzato 23 reti a quota 46. È ancora tutto aperto.

Ciro Immobile, il leader di questa Lazio

Oltre alla prestanza fisica, la tenacia e il coraggio, Ciro Immobile si dimostra sempre più il leader della Lazio di Sarri. Un ruolo in cui si è insediato già con Simone Inzaghi che, grazie anche al rapporto di amicizia che c’era fra i due, l’ha voluto fortemente e lo ha portato ad essere il più forte di tutti. Ma quando il piacentino ha deciso di andare a Milano, è stato proprio il numero 17 a dover tenere compatto tutto il gruppo, integrando i nuovi acquisti come Pedro e i ritorni come quello di Felipe Anderson. Un capitano, che non lo dimostra solo con la fascia al braccio, ma soprattutto con le parole in campo e le responsabilità che si è preso finora. Nella sfida contro l’Udinese ha dimostrato che anche da subentrato riesce a fare sempre la differenza. E ha avuto anche modo di godersi un po’ di Lazio che, a detta sua, sta migliorando:

Devo dire che dalla panchina ho visto dei grossi miglioramenti, siamo un’altra squadra. Oggi abbiamo collezionato un altro clean sheet. Faccio i miei complimenti alla difesa, stiamo raccogliendo i frutti, abbiamo avuto pazienza, il lavoro è difficile. Abbiamo giocatori di grande qualità, comprendendo sia gli esterni che i centrocampisti. Per fare gol c’è sempre tempo, conta il risultato”.

In testa alla classifica marcatori della Serie A, in un testa a testa con Vlahovic, incisivo sempre, leader: Ciro Immobile sta facendo anche di più di quello che si prefissa ogni anno. E ai balordi che dicono: “In nazionale non segna”, lui risponde sempre “Sono campione d’Europa” a dimostrare che ha cazzimma e tanta qualità incompresa. Intanto i tifosi della Lazio si godono a pieno il loro grande capitano.