La procura FIGC ha deferito la Lazio per presunte violazioni al protocollo. I capi di imputazione sono la mancata segnalazione della positività di Immobile, la mancata quarantena (3 giocatori si sarebbero allenati da positivi alla vigilia del match contro lo Zenit) e irregolarità nella gestione dei test di laboratorio effettuati ad Avellino.

Il deferimento è “per violazione dell’articolo 4 e dell’articolo 44 del codice di giustizia sportiva e per violazione dei Protocolli Sanitari FIGC per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme  in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti”.

Sono accuse che vanno provate. La Lazio e Lotito sono innocenti fino a prova contraria. La società biancoceleste sarà sottoposta a un processo sportivo dove si confronterà con i giudici e dovrà dimostrare che la mancata applicazione del protocollo FIGC non corrisponde al vero.

Le sanzioni vanno da una semplice ammenda, a un’ammenda con diffida fino alla penalizzazione in classifica. La retrocessione si configurerebbe solo se dalla mancata applicazione del protocollo scaturisse una positività. Ciò è naturalmente tutto da provare.

Le partite dove la Lazio avrebbe avuto questo presunto vantaggio (tutto da provare) sono due e ci sarebbe il 3-0 a tavolino. I match in questione sono Torino-Lazio e Lazio-Juve. Qualora le accuse venissero provate, possibile il 3-0 a tavolino e un’ammenda con diffida. Una penalizzazione è un’ipotesi molto difficile mentre, qualora il giudice appurasse la violazione, la perdita a tavolino dei due match in questione sarebbe lo scenario più probabile.

Abbiamo effettuato un ingente uso dei condizionali, in quanto siamo appena alla fase del deferimento e si attende la raccolta delle prove.