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La Lazio di Maurizio Sarri ha rimontato l’Inter vincendo la gara per 3-1. Partita strana, con la squadra di Simone Inzaghi che non è riuscita a dare il colpo del KO. Un KO mancato per inconsistenza offensiva.

La Lazio era partita bene nei primissimi minuti, poi sono venuti fuori gli ospiti. In tutta la gara è stata una squadra agli antipodi del credo tattico sarriano. Gli spazzi e le giocate offensive rapide ricordano molto di più la vecchia Lazio di Inzaghi. Tra il primo e il secondo tempo c’è stata una metamorfosi che va oltre gli episodi.

Nella prima frazione di gioco, l’Inter ha avuto vita facile nei cambi di versante. I terzini erano poco coperti e, talvolta, stringevano o avanzavano troppo. I cambi di gioco o i lanci in profondità dell’Inter sono stati innumerevoli. Proprio da un cambio di gioco per Darmian è scaturito il gol del vantaggio nerazzurro. Hysaj, a disagio nel primo tempo, si è fatto rubare il tempo da Barella.

Il primo tempo è stato un disastro totale a livello di posizionamento. I cambi di fascia dell’Inter hanno allargato la Lazio, permettendo poi gli inserimenti nerazzurri. La squadra di Sarri era troppo sfilacciata e non c’erano le giuste distanze. Il tecnico ha discusso con Pedro in tal senso. Brozovic era praticamente imprendibile e sembrava che il 2-0 fosse questione di tempo.

Arrivare all’intervallo con un solo gol di distacco può dare coraggio a una squadra in difficoltà. Fermo restando la casualità nel gol del pareggio (errore di Bastoni dal nulla), l’atteggiamento biancoceleste era diverso. Abbiamo assistito a una squadra molto più coesa. I raddoppi non sono mancati, così come ila maggiore densità.

Rispetto al primo tempo i padroni di casa hanno difeso decisamente meglio, limitando gli spazi laterali agli avversari e la profondità. Sul risultato di 1-1 e anche di 2-1, si vedevano tantissime maglie biancocelesti tra area di rigore e fasce. Cosa che era mancata nel primo tempo, dove esterni e centrocampisti non hanno rispettato le giuste distanze.