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La Serie A smarrisce quel briciolo di credibilità che (forse…) ancora aveva. Nel giro di pochissime ore la situazione è sfuggita di mano alla Lega Calcio. I “padroni del vapore” hanno ottusamente continuato a lustrare la poltrona con il sedere, piuttosto che preoccuparsi del fatto che il campionato stesse progressivamente perdendo i pezzi. 

La scelta pilatesca di non decidere alcunchè, lavandosene bellamente le mani, mentre club, giocatori, tecnici e staff di supporto si “appestavano” l’uno con l’altro, ha generato una situazione surreale. Una sfilza di positivi, che si aggiorna costantemente. E decima letteralmente le squadre, facendo saltare ben quattro delle dieci partite in programma.

Chi gestisce il massimo torneo dell’italico pallone avrebbe potuto tentare di limitare i danni. Rinviando l’intera giornata.

Invece, terrorizzati da un calendario assurdamente compresso e intasato, in cui risulta veramente complicato poi scovare nuove date, s’è preferito mantenere il punto. Una ottusa presa di posizione, completamente avulsa dalla realtà che circonda il mondo del calcio, alla luce di una crescita esponenziale del numero dei positivi all’interno di tutti gli spogliatoi.

Pare dunque che dalle parti di via Rosellini alberghi in dosi massicce permissivismo e lassismo. Ovvero, una naturale inclinazione a negare la gravità del momento contingente. Che non solo offre il fianco a scontati ricorsi alle carte bollate. Ma mette addirittura in dubbio la stessa missionistituzionale della Lega.

Se, infatti, per Statuto, la LNP (Lega Nazionale Professionisti) “promuove gli interessi delle società associate, uniformando la propria attività a criteri di efficienza e parità di trattamento“, sarebbe lecito chiedersi perchè c’è stata così tanta disomogeneità in ordine ai provvedimenti delle autorità sanitarie competenti per territorio.

Le Asl di Verona e Napoli hanno autorizzato gialloblù e azzurri a partire per La Spezia e Torino nonostante avessero un cluster conclamato all’interno del gruppo squadra. Di contenuto opposto i provvedimenti attuati dai colleghi di TorinoUdine e Bologna, che hanno impedito la trasferta dei granata a Bergamo, per la sfida con l’Atalanta, e quella dei bianconeri friulani verso Firenze. Oltre a congelare i match casalingo dei felsinei contro l’Inter.

La conseguenza pratica di questo teatrino: gli avversari delle squadre impossibilitate dalle Asl a scendere in campo avranno partita vinta.

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