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Termina 1-1 il match di Udine, Molina sigla il gol del vantaggio nel primo quarto d’ora e solo al 94° Pellegrini riacciuffa il pareggio dagli undici metri.

Nel posticipo domenicale delle 18, l’Udinese di Cioffi ospita alla Dacia Arena la Roma di Josè Mourinho per il 29° turno di Serie A.

Mourinho per rimanere a 6 punti di distacco dal quarto posto occupato dalla Juventus, non fa sconti pur a soli 7 giorni dal derby e scende in campo con il consueto 3-4-2-1: Rui Patricio tra i pali, linea difensiva a 3 composta da Mancini, Smalling ed Ibanez. A centrocampo confermato, dopo la rete decisiva in Conference e la squalifica di Mhkitaryan, Sergio Oliveira accanto a Cristante. Corsie esterne occupate da Karsdorp e il recuperato Zalewski. A supporto dell’unico riferimento offensivo Abraham, i due diffidati Zaniolo e Pellegrini.

Cioffi, cerca punti per la salvezza e schiera il classico 3-5-2: Silvestri in porta con Becao, Pablo Mari e Perez in difesa. Jajalo davanti alla difesa con Makengo e Pereyra a fare da mezz’ale e Molina ed Udogie sulle fasce. Davanti la coppia Deulofeu e Beto.

L’Udinese parte subito aggressiva e con ritmi molto alti, con i giallorossi che sembrano ancora affaticati dalla trasferta olandese di giovedì. Dopo vari tentativi, i friulani passano in vantaggio al quarto d’ora, con il sinistro dal limite dell’area di Molina, colpevole in parte Rui Patricio probabilmente piazzato male su un tiro abbastanza centrale.

Dopo il gol del vantaggio, i bianconeri abbassanno notevolmente il loro assetto attendendo la Roma nella propria metà campo. La Roma non sembra comunque in grado di creare nitide occasioni da rete, se non con un timido tiro di Sergio Oliveira.

I giallorossi sembrano essere disorientati ed in completa balia del centrocampo friulano, non riuscendo mai a chiudere in maniera ordinata 3 puntuale le ottime trame degli uomini di Cioffi.

Al 37° la Roma incredibilmente si salva dal raddoppio bianconero: Zalewski si addormenta al limite dell’area con la palla tra i piedi e Udogie dopo aver scippato il pallone, scarica un gran sinistro che trova la prima deviazione di Rui Patricio sulla traversa, la palla sulla respinta colpisce ancora la nuca del portiere giallorosso finendo nuovamente sul palo.

Primo tempo che si chiude con l’Udinese meritatamente in vantaggio per 1-0, con addirittura la delusione per il mancato raddoppio.

Nell’intervallo Mourinho sceglie di sostituire Sergio Oliveira per El Shaarawy, cambiando modulo e passando al 3-4-3. Ma la seconda frazione è l’esatta copia del primo tempo: la Roma non ha idee davanti ed è succube del palleggio friulano, che sfiora il gol del raddoppio con Makengo, che da posizione centrale dentro l’area strozza troppo il destro.

Dopo 65 minuti di gioco, Mourinho ricorre ancora ai cambi, con Abraham e Zalewski che lasciano il posto a Felix e Shomurodov. Proprio il 64 giallorosso dopo pochi minuti dall’ingresso, sfiora un gran gol con il piattone destro, sfiorando il palo di Silvestri.

Mourinho dalla panchina, non sembra trovare una soluzione, inserendo ancora Veretout e Carles Perez per Karsdorp e Mancini. Ma i giallorossi sembrano senza anima, stanchi e disordinati. Con l’Udinese che sul finale sciupa troppe occasioni, con Rui Patricio che tiene in piedi ancora il risultato.

Al 90°, quando la partita sembrava ormai indirizzata verso l’1-0, arriva l’episodio che cambia la partita della Roma: su una deviazione aerea di Ibanez, Shomurodov dentro l’area stoppa con il petto il pallone e trova il tocco di mano del subentrato Zeegelaar. Per Di Bello, non ci sono dubbi, è calcio di rigore: sul dischetto va Pellegrini, che dagli undici metri stavolta non sbaglia, cancellando l’ultimo penalty contro la Juventus.

Mourinho riesce a strappare all’ultimo respiro un immeritato pareggio, che fa bene giusto al morale, dato che domani la Lazio potrà vincendo, sorpassare a 7 giorni dal derby i giallorossi in classifica. Classifica che vede allontanarsi, probabilmente in maniera definitiva, la Roma dal quarto posto.

L’Udinese porta a casa un punto amarissimo, dopo le molte occasioni sprecate e il buon gioco mostrato nei 90 minuti totali, pur consapevole che l’obiettivo salvezza è di gran lunga alla portata.