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La Juve porta a casa un derby spettacolare vincendo 1-0 una partita difficilissima contro il Torino di Juric che ha lottato con intensità per lunghi tratti mettendo anche alle corde i bianconeri, bravi a resistere all’onda d’urto e a vincere di corto muso nel finale. Non esente da colpe Juric che, con una serie di cambi difensivi ha di fatto polverizzato la pericolosità offensiva granata e permesso alla Juve di portare più uomini possibile a riempire la trequarti avversaria nel finale di gara.

Allegri ha vinto la partita grazie all’intuizione di togliere Moise Kean, costantemente anticipato da Bremer o Zima, spostando Bernardeschi sulla trequarti a galleggiare per togliere punti di riferimento alla difesa e  favorire gli inserimenti dei centrocampisti o imbeccare Chiesa. Una mossa che ha rialzato la Juventus dopo un primo tempo chiuso senza calciare nello specchio, evento più unico che raro.

Andiamo per ordine e riavvolgiamo il nastro. Juric non snatura il Toro di fronte all’avversario e sceglie il 3-4-3 con Brekalo e Lukic dietro al mobile Sanabria, Allegri sorprende tutti lasciando fuori Cuadrado e piazzando Bernardeschi a destra, davanti a Danilo, e Rabiot sul lato opposto rinunciando di fatto ad ali pure. McKennie viene preferito a Bentancur mentre davanti, insieme a Kean, viene riproposto Federico Chiesa nella posizione che lo ha portato a far male al Chelsea nell’ultima gara dei bianconeri in Champions.

Prima frazione a fasi alterne con la Juve che parte meglio e il Torino che si mette in luce nella parte finale. I granata mettono grandissima intensità per sopperire alla differenza di tasso tecnico e per lunghi tratti cingono la Juventus nella propria metà campo. I bianconeri si rendono pericolosi nei primi minuti e poi lasciano campo all’avanzata dei granata, motivati a dovere da Juric.

La prima occasione è della Juventus con Rabiot che va via a Zima sulla sinistra, entra in area e serve un pallone per l’accorrente Mckennie che da ottima posizione spara il pallone sopra la traversa. Il Toro risponde alzando il baricentro e al 21’ Lukic, su rimessa lunga di Aina, spizza il pallone di testa sfiorando il palo alla sinistra di Szczesny. La sensazione è che l’inerzia della gara sia dalla parte del Toro che mette in seria difficoltà i bianconeri grazie a ritmo e velocità. Al 40’ con una bordata di Mandragora scalda le mani al portiere. Il primo tempo si chiude con la Juve incapace di tirare una volta nello specchio della porta.

Allegri, chiaramente non soddisfatto della prova dei suoi, cambia spartito nel secondo togliendo Kean, annullato da Bremer, per Cuadrado. La Juve passa ad un 4-2-3-1 con Bernardeschi dietro Chiesa e coglie di sorpresa il Torino che soffre terribilmente i minuti iniziali. Bernardeschi oscilla tra centrocampo e attacco, cucendo i due reparti e portando fuori a turno i difensori granata. Cuadrado a destra e Alex Sandro a sinistra restano alti costringendo Singo e Ola Aina a pensare unicamente alla fase difensiva.

Il Toro cala d’intensità e la gara passa in mano ai bianconeri che sfiorano il gol con Alex Sandro la cui incornata centrale viene deviata in angolo da Vanja con un riflesso felino. Il Toro reagisce con una sortita di Lukic arginata da Chiellini ma al 14’ un contatto tra Cuadrado e Pobega fa sussultare il VAR che, dopo il check, lascia correre.

La mancanza di alternative offensive costringe Juric a cambi difensivi che fanno il gioco della Juventus e, con l’ingresso di Linetty e soprattutto di Baselli falso nove al posto di Sanabria, i granata si consegnano ai bianconeri. Locatelli fa le prove generali sparando alto da posizione favorevole ma al 39’ non perdona e trova l’angolo giusto, con una prodezza a giro su cui Vanja non può nulla. Il Toro chiude in affanno, nella Juve esordisce anche Kaio Jorge e Kulusevski, scappato via a Ricardo Rodriguez, colpisce il palo al 90′, poco prima del fischio finale.