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La maretta tra la piazza bianconera e Massimiliano Allegri va avanti da tempo. L’Allegri 2.0 è stato finora un fiasco. La scorsa stagione è stata la prima senza trofei da tempo immemore. Questa attuale è iniziata ancora peggio. Mercato quantomeno discutibile, ma ciò non attenua certamente le responsabilità del tecnico livornese.

Si è parlato con insistenza di un divorzio, ma non è uno scenario attuale. Il problema è il contratto fino al 2025, che costa alla Juve tantissimo, ovvero dovrebbe dargli una buonuscita elevata. Sul tavolo due scenari. Ipotesi A, la Juve rimane in lotta per il quarto posto e Allegri rimane. Ipotesi B, ovvero con la squadra crollata, arriverà un traghettatore e non un tecnico da progetto. Impensabile Tuchel, Zidane o Pochettino.

Nelle ultime ore stanno spuntando voci su un clamoroso ritorno di Antonio Conte. Il tecnico leccese è noto per essere un allenatore esoso, sia in termini di ingaggio che di richieste di mercato. Conte ha accettato il Tottenham essendo affascinato dal progetto degli Spurs. L’obiettivo è, naturalmente, quello di vincere la Premier. Sogno più che reale possibilità, vista la presenza del City schiacciasassi, ulteriormente rinforzatosi con l’acquisto di Erling Braut Haaland.

Anche in caso di vittoria della Premier, risulta difficile pensare a un Conte bis in bianconero. Troppo oneroso l’ingaggio. Troppo alte le ambizioni dell’attuale tecnico del Tottenham. Se proprio i bianconeri possono sognare un ritorno è quello di Gasp per giugno. L’allenatore di Grugliasco è troppo legato alla Dea. Un’Atalanta risollevata dopo la prima stagione negativa in tanti anni. Certamente Gasperini è un’ipotesi meno improbabile di quella di Conte.

Intanto è stato convocato per domani il CDA della società bianconera. Si discuterà della perdita di esercizio. Quest’ultima dovrebbe aggirarsi sui 250 milioni di euro. Fantascientifico pensare a un esonero di Allegri e al contestuale ingaggio, in corso d’opera, di un tecnico che percepirebbe oltre 10 milioni letti. Che sia Tuchel, Pochettino o Zidane.

Allegri è separato in casa. La società lo destituirebbe dall’incarico, ma l’ingaggio è troppo elevato. Un traghettatore potrebbe dare uno scossone, ma nessuno ha la bacchetta magica. Le colpe della situazione tecnica dei bianconeri sono anche di Allegri, ma non solo del tecnico livornese. Uno scenario più ottimistico porterebbe a un accordo sulla buonuscita, con il tecnico bianconero che verrebbe incontro alla società per amore di quest’ultima. Non sembra tuttavia un’ipotesi praticabile. In caso di addio a fine stagione poi si potrà pensare a un nuovo tecnico. Probabile che il successore rientri nel novero che comprende il succitato Gasperini, Italiano e Juric.