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SZCZESNY 6 Della serie: che ci faccio qui, visto che non vedo mai palla e quando la vedo chi ce l’ha tra i piedi me lo mettono davanti a colpo sicuro? Non c’è l’accenno ad una parata, solo rilanci ed appoggi per ripartire. Punto. Arnautovic si palesa, perché davanti a lui fanno a gara a scansarsi.
DE SCIGLIO 6 Fa il compitino è vero, ma almeno lui il compitino lo fa. E’ l’unico che abbozza traversoni e che prova a servire qualcuno in area. Se poi dobbiamo aspettarci che sia colui che risolve le partite, allora siamo messi male, ma molto male. (KEAN S.V. la solita manciata di muniti per fargli toccare con mano che di lui nessuno sa che cosa farne)
‘de LIGT 5,5 Ci mancherebbe altro che si infortunasse, che Dio ce lo preservi. Ed infatti si infortuna e mercoledì contro la Fiorentina, Allegri chiederà una delega a giocare in…dieci, porca miseria. Si affida al mestiere per non pestare i piedi a Chiello, nel tentativo di rendere innocuo un astriacone alto alto e rognoso da far paura. Così va ad accorciare su Soriano e Chiello si perde il centravanti e fa 0 a 1 (BONUCCI 6 Prova a calare in campo il suo repertorio, ma i lanci sono imprecisi e la frittata è già fatta prima del suo ingresso. Se non altro alimenta la spinta con passaggi in verticale che, di questi tempi, sono merce rara).
CHIELLINI 5 Ho il cuore che sanguina, ma il dovere impone e l’insufficienza è talmente giusta come le cavallette in Egitto. Chiellini in versione piedi sponsorizzati da Rowenta, stop goffi, rimpalli sulle braccia e soprattutto indefesso “bevitore” delle finte di Arnautovic. Una volta il bolognese lo grazia tirando fuori, ma al secondo tentativo realizza, con Chiello a 10 metri. Incredibile! Che siano i presupposti di come si appendono al chiodo i ferri da stiro, pardòn, gli scarpini? (ALEX SANDRO 5,5 Della serie: con lui in campo o senza, il prodotto non cambia. E così sia)
PELLEGRINI 5 Non incide di un centimetro nella difesa felsinea. Non attacca mai lo spazio, retrocede sempre una volta accennato ad un tentativo di entrata. Inutile come un megafono in una compagnia di sordi (ZAKARIA 6 L’unico centrocampista di ruolo e di concetto. Grave non averlo schierato dall’inizio, dato che in mezzo, tra Danilo, Rabiot e Cuadrado, non si fa un centrocampista tra tutti e tre. Nel 2° tempo la squadra appare più sensata, ma c’è da rimontare e il Bologna non ci sente)
CUADRADO 5,5 Partita anonima e certamente da dimenticare in fretta, dato che mercoledì non si potrà essere sottotono. Che mi ricordi, non salta mai l’uomo ed i traversoni messi in area hanno il minimo comune denominatore di essere sbilenchi. Una sola volta entra in un contrasto deciso e vincente e perciò viene ammonito: il solito arbitraccio scarso? No, peggio. Mi deve spiegare come si fa a prendere una traversa a porta vuota con un missile di cui non si sente il bisogno. Non basta appoggiare in porta? Così, tanto per aiutare un arbitro vergognoso ad avere meno grattacapi…
DANILO 7 Messo davanti alla difesa per presidiare una fetta di campo assai delicata, non solo esegue con efficacia gli ordini, ma diventa anche il fluidificante più pericoloso. Interviene sovente sulle linee di passaggio rossoblù, pronto al rilancio. Appena passati in svantaggio, un suo colpo di testa si infrange sul palo, autorizzando un popolo ad imprecare contro la mala sorte anche la vigilia di Pasqua. In questo momento Danilo è il giocatore più in condizione della Juve, ma lo dico piano, prima che quella meretrice laida di Eupalla dia ordine di azzopparlo. Suo il colpo di testa in area che innesca la rovesciata di Morata e la rete di Vlahovic)
RABIOT 5,5 Adrien che pensa che correre sia sufficiente per rendersi utile alla causa. Qualche pallone conteso nel 1° tempo, la parte di lui migliore, ma alla distanza sparisce dai radar proprio quando si deve produrre il massimo sforzo. Spero che non si sia già esaurito, dopo qualche buona prova.
DYBALA 5 Anche meno. Chissà quanti scriveranno che sono prevenuto, che ce l’ho con lui, che la mia è una persecuzione… Nulla di tutto ciò. Dio solo sa quanto vorrei gioire ad un goal di Paulino o saltare per aria per una punizione magistrale. E’ Dybala che ce l’ha con me, non viceversa. E’ da 2 anni che non realizza un calcio da fermo: statistiche non opinioni. Incide sulla partita come il 2 di coppe quando briscola è a denari e quando lo vedo rientrare camminando invece di contrastare sulla sinistra un’azione bolognese, è più forte di me, scarico tutta la tensione addosso ad una “fighetta” che porta indegnamente la numero 10. Della serie: con Dybala in campo non si vince, altre statistiche e non opinioni, che piaccia o no. (BERNARDESCHI 5,5 Il tentativo del mister di vivacizzare la manovra e trovare sbocchi. Purtroppo il convento passa solo Berna e l’ossimoro si confeziona in un batter d’occhio. Eppure va sul fondo più volte a crossare e si rende visibile sui corner. Da uno di questi scaturisce il pareggio)
MORATA 6 Per la generosità di un ragazzo pronto ad ogni partita a fare un patto col diavolo per vedere la Juve vincere. I veri juventini dovrebbero avere presente questa caratteristica e perdonargli anche qualche sbavatura o qualche giocata non fantastica. Comunque sia, la rovesciata che permette a Dusan di pareggiare, si inserisce nel novero delle grandi giocate e fatta al 94° ha ancora più valore.
VLAHOVIC 6 Servito poco e male, ma non demorde. E’ attivo su ogni parvenza di passaggio che si materializza dalla sue parti, ma la marcatura doppia, tripla, quadrupla lo asfissia per tutto il tempo. Una volta che la giacchetta fucsia sfoltisce le fila bolognesi, quasi a compensare la porcheria confezionata un attimo prima, Dusan trova lo spazio sufficiente per ribadire in rete il pari su rovesciata di Alvarone. Magra consolazione, ma è pur sempre un punto.
ALLEGRI 4,5 Sbaglia formazione iniziale a tal punto da non capacitarsi neanche lui su come raddrizzare la ridicola posizione in campo di almeno 5 undicesimi. Questa è una squadra che sopporta una o al massimo 2 punte. Si deve giocare 4 – 4 – 2 senza indugiare allo spettacolo, ma badando al sodo. Quindi a fianco di Vlahovic ci deve stare Morata e basta. Senza Locatelli (malmenato da quel cartonato di Lautaro) e Arthur, che di per sé non è una grande perdita, con Zakaria non al meglio, il centrocampo viene sguarnito di un riferimento alla costruzione e fa il gioco del Bologna che non fa sfracelli, ma per lo meno tiene palla e non è costretto alla difesa. Una volta subita la rete, Allegri ripristina una parvenza di logica in campo, togliendo l’inutile Dybala e l’evanescente Pellegrini, con Zakaria (ma allora può giocare…) e Bernardeschi che spinge e gioca stabilmente 20 metri più avanti. Danilo ritorna al solito posto e Cuadrado torna pericoloso. A 5 giornate dalla fine di questo campionato falsato in larga parte e che passerà alla storia come il testimone di un travaglio costante in casa bianconera, non si fanno esperimenti e non si cercano soluzioni estemporanee. Appurato che Dybala occupa un posto ma non rende, si fa a meno di lui e lo si tiene a bordo campo. Per farlo giocare a tutti i costi, non si snatura l’assetto tattico di fondo. Checché ne dicano i soliti ideologi del blablabla. Un tecnico come Allegri non deve cedere al volere della piazza, nel segreto desiderio di vedere un gaucho triste emergere dal suo grigiore. Ed intanto il 4° posto ritorna in bilico. Mercoledì la Viola si affronterà senza de Ligt e con la solida paura di buttare alle ortiche anche la finale di Coppa Italia. La caccia agli altri 9 punti che mancano in classifica è tutt’altro che agevole.

P.S. Ne avevo il sospetto e mi controllavo per dovere di testata e di comparsa in TV. Ora sono sicuro che i cosiddetti “direttori di gara” hanno la consegna di non favorire la Juve, anzi, semmai di fischiare contro, per renderle la vita difficile. Muoio dal desiderio di sapere perché i falli in area di rigore avversaria vengono regolarmente retrocessi fuori area: con l’Inter ci è costato un pari strameritato e col Bologna pure. Addirittura questa volta si procede a decretare una punizione al limite ed espulsione del difensore colpevole per chiara azione da rete (tutto da dimostrare), pur di non concedere un rigore solare. Tutti hanno visto che l’intervento è dentro. Emblematiche le parole di Luca Marelli: “Ancora non mi capacito per non vedere concedere un rigore così evidente…”

Rispondo volentieri: qualcuno ha istruito la classe col fischietto ad astenersi dal dare alla Juve quello che è della Juve (non si vuole di più), magari con qualche rimbrotto in caso di “cedimento” o qualche saltata di designazione, nei casi più eclatanti. Sono scarsi a tal punto che, per non favorire la Juve, chiamano l’arbitro di campo al V.A.R. per stabilire il da farsi. E scarso come è, esegue immediatamente. Per carità, la squadra ha i suoi limiti, ma ora la misura è colma, anche alla luce di come in alcuni frangenti di crisi, altre compagini siano state mantenute nelle piazze alte in maniera “spintanea” (il Milan ad esempio, il Napoli ad esempio, l’Inter ad esempio, guarda caso quelle che sono davanti).

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