Una sola parola per descrivere la partita della Juve contro il Milan: vergogna. Una sola parola per descrivere la partita del Milan contro la Juve: trionfo.

Abbiamo assistito a un match tra un collettivo ben organizzato e una compagine in cui si improvvisava. La Juve ha giocato senza alcuno spartito, venendo surclassato. La Juve vista contro l’Udinese è stata la stessa a cui abbiamo assistito oggi. L’avversario però era inferiore ed è arrivato anche il colpo di fortuna.

Il Milan, dopo esserci arenato per un periodo, sta tirando fuori le energie residue e si sta rimettendo in carreggiata. Vittoria di platino per i rossoneri, ai quali bastano 6 punti per essere matematicamente in Champions. Vero che i rossoneri hanno affrontato una Juve sconcertante e senza idee, ma il piano gara è stato interpretato perfettamente.

La Juve è partita aspettando, ha sbagliato i tempi del pressing, tantissimi passaggi e la fase difensiva. Il Milan non è stato perfetto nel primo tempo in termini di passaggi, poi il gol ha dato fiducia e la ripresa è stata straordinaria. Gianluigi Donnarumma ha effettuata appena una parata.

La Juve ha perso totalmente l’identità. Le polemiche sulla questione Superlega hanno certamente influito, come affermato anche da Alessandro Del Piero nel suo commento su Sky. Oggi, dopo quanto visto in campo, il Milan sembra con un piede in Champions. Inoltre la Juve dovrebbe vincerle tutte per sperare. Il gol in più vuol dire che il Milan ha virtuali 4 punti di vantaggio. All’andata i bianconeri hanno vinto 3-1, oggi il Milan ha vinto 3-0.

La prestazione del Milan è stata decisamente compatta. Dopo un calo psico-fisico, la squadra ha raccolto tutte le energie e, grazie alla forza del gruppo, si è rimessa in carreggiata. Dopo un girone d’andata straordinario, i rossoneri si sono fatti recuperare dal gruppetto dietro l’Inter. Fermo restando gli enormi problemi della Juve, il Milan è parso decisamente più pimpante e in buona forma fisica.

Il Milan si è dimostrato squadra. La Juve non ha mostrato né organizzazione né intensità. Al Milan non è mancata la tranquillità decisiva. Anche quando ha avuto il calo, c’è sempre stata un’identità di gioco. E la partita di oggi ribadisce che, nonostante l’importanza cruciale dello svedese, il Milan non è Ibra-dipendente. Dopo la sua uscita i rossoneri hanno continuato a dominare il match.

Grande gara di abnegazione dei rossoneri. Calhanoglu e Diaz, schierati insieme, hanno messo in crisi la Juve tra le linee. La difesa è stata un fortino. Oltre alla prestazione eccelsa dei due centrali, va rimarcata la solidità della linea mediana. Bennacer e Kessié sono stati due leoni, intasando le linee di passaggio e puntando anche a ripartire. I rossoneri hanno ripreso quella verve smarrita nelle ultime gare. Spirito di sacrificio e abnegazione non sono mai mancati.

La partita di oggi dimostra, ancora una volta, l’inesperienza di Andrea Pirlo. Dopo aver trovato l’assetto verso metà anno, i bianconeri si sono abbattuti alle prime difficoltà. La partita di oggi fa cadere l’attenuante delle assenze, essendo tutti i calciatori a disposizione. Al contrario, Pioli si dimostra un tecnico intelligente. Eloquenti le sue parole sullo studio dei movimenti senza palla dei calciatori di Manchester City e Chelsea in Champions League.

Stefano Pioli è a un passo dalla riconferma. Comunque vada, anche in caso di Champions e vittoria della Coppa Italia, il destino di Andrea Pirlo è invece segnato. A ciò hanno contribuito alcuni titoli stolti di molti giornali, che parlavano di “Pirlolandia” al momento del suo insediamento…