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La nostra società è in continuo e costante cambiamento. Un terzo della popolazione mondiale condivide pezzi di vita su Facebook, Instagram e Twitter diventandone, dunque, non solo dipendente ma facilmente malleabile alle “menti contorte”. Proprio quest’ultime, spesso e volentieri, mirano a distorcere la verità pur non essendone portatori sani.

Su Michele Padovano, in questi anni, sono state spese molte parole, giudizi e pregiudizi da parte del tifo granata e non solo. Lui, tifoso granata sfegatato fin da bambino, lui che aiutò i lodisti nel 2005 a contrattualizzare in pochissimo tempo giocatori per una società ancora in germe, quegli stessi giocatori che avrebbero permesso ad Urbano Cairo di centrare la promozione in serie A con De Biasi allenatore, lui che accettò senza ripensamenti una sfida che avrebbe richiesto preparazione, competenza, sacrificio e tempismo.

Verità scritte, accertate, presenti sui documenti di chi c’era. Non su un post di Facebook, non su un “tag” di Instagram.

Ho avuto la fortuna di poterlo conoscere, Michele, presente allo stesso tavolo alcuni giorni fa in compagnia di amici. Oggi, dopo un periodo non semplice, è tornato nel suo mondo, quello del calcio, in veste di Direttore Generale dell’Asd Casale Fbc ( storica società piemontese acquisita poco tempo fa dalla Console&Partners di Torino )

Padovano, come giudica l’operato della società granata?

“Il Toro ha preso un ottimo allenatore, non credo però sia sufficiente per ottenere dei risultati importanti. Credo che il primo tassello debba esser rappresentato da una società solida, forte e che possa trasmettere al tecnico ed ai giocatori la fiducia necessaria per metterli nella condizione di far bene per raggiungere traguardi importanti.”

Come ha giudicato lo sfogo pubblico di Juric a tre giorni dalla fine del calciomercato?

“L’ho apprezzato molto. Le sue dichiarazioni secondo me sono il frutto di un atteggiamento poco contento ma di un professionista vero. Quando ha visto cose che non gli piacevano le ha espresse apertamente e chiaramente senza grosse remore, e questo gli fa onore”.

E’ finito il tempo di Cairo?

“Non lo so e non sta a me dirlo, lui è il proprietario e sicuramente chiunque sia il proprietario di un bene o di una società in questo caso come il Toro deciderà cosa fare. Non so se il tempo di Cairo sia finito, posso però dire da tifoso del Toro che mi sarei aspettato un atteggiamento diverso nei confronti della squadra, questo sicuramente si”.

Il Toro oggi ha due punti in più della Juventus, situazione più unica che rara. Cosa sta succedendo alla società bianconera?

“Quest’anno per la Juventus sarà un anno molto particolare nel quale dovrà lavorare molto. Non è partita benissimo. Alla Juventus si lavora sempre per vincere ed essere già sotto di 8 punti dalla prima ad appena 3 giornate dall’inizio del Campionato credo che non sia mai successo negli ultimi 20, 30 anni. Credo che punterà sui giovani (Dybala e Kean su tutti) e cercherà di valorizzarli nella giusta maniera rendendoli responsabili. Vedremo.”

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