Un Benevento granitico impone stoicamente un pari alla Roma, grazie ad una prova d’altri tempi in cui la squadra di Inzaghi è stata formidabile a chiudere ogni spazio ai blasonati ospiti, grazie a un gioco che in altri tempi sarebbe stato definito “all’italiana”; fatto di difesa arcigna e ripartenze.

Il primo tempo vede la solita Roma propositiva che cerca di irretire i padroni di casa con un lungo giro palla che ben presto si rivela sterile: la densità voluta da Inzaghi emula lo schieramento sofferto dai capitolini nel derby contro la Lazio e forse qualche consiglio di Simone deve aver aiutato Filippo ad impostare la gara.

Si capisce ben presto che il leit-motiv della gara è il predominio territoriale della squadra di Fonseca e il Benevento chiuso e stretto, impegnato a chiudere ogni corridoio centrale per evitare spunti a Pellegrini e Mkhitaryan, per poi cercare la ripartenza fulminea grazie alla grande dinamicità messa in mostra da un volenteroso Lapadula, bravo a mettere in difficoltà un Fazio schierato per la prima volta in tutto l’anno e apparso appannato e spesso in ritardo nelle letture difensive.

Privato anche del grimaldello Spinazzola costretto centrale dalle assenze, sulla fascia sinistra Bruno Peres non riesce ad affondare con la dovuta efficacia e la Roma viene soffocata nella zona nevralgica del gioco non trovando soluzione al pressing costante sui vari Villar, Pellegrini e Spinazzola, frutto di due linee molto schiacciate da parte dei padroni di casa.

Il paradosso è che tanto possesso produce una mezza occasione di Pellegrini, mentre il Benevento con le sue sortite impegna Pau Lopez con Lapadula e con Glik, bravo a farsi trovare sempre pronto sui calci d’angolo offensivi.

Nella ripresa il doppio giallo di Glik lascia il Benevento in dieci uomini ma Inzaghi è bravo a ridisegnare un 4-4-1 che sopperisce alla mancanza dell’uomo in meno: Fonseca risponde con Dzeko al posto di Veretout e di fatto, per la prima volta, schiera il bosniaco e Borja Mayoral per sfondare il muro giallorosso che però regge l’urto.

Spinazzola, ritornato nella sua posizione naturale, sale di livello e nel finale la Roma passa a quattro difensori cingendo d’assedio la “Strega” che sforna una prestazione difensiva d’altri tempi, chiudendo ogni pertugio possibile agli aventi giallorossi nonostante gli ingressi in sequenza di Pedro ed El Shaarawy che aumentano la pericolosità senza che la Roma riesca tuttavia a creare occasioni di rilievo.

Al 95′ , dopo l’allontanamento di Pippo Inzaghi dalla panchina per un doppio giallo, il tambureggiare dei ragazzi di Fonseca sembra portare frutti quando El Shaarawy viene atterrato fallosamente in area da Fulon: Pairetto concede il rigore che poi giustamente rettifica a causa di un fuorigioco di rientro netto di Lorenzo Pellegrini.

La Roma perde la grande occasione di mettere il Milan nel mirino ad una settimana dallo scontro diretto e rimane a cinque punti dai rossoneri mentre il Benevento ha giocato la partita difensivamente perfetta disinnescando l’attacco degli ospiti ricorrendo anche alle maniere forti, memore dei cinque gol presi all’andata.

Filippo Inzaghi conferma la sua bravura nel preparare le partite e nell’ostacolare le grandi, mentre Fonseca forse ha tardato l’ingresso dell’artiglieria pesante (El Shaarawy e Pedro su tutti) data la chiara intenzione dei padroni di casa di difendere unicamente il punticino una volta rimasti in dieci.