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Vincenzo Italiano ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della delicata sfida di campionato contro l’Atalanta, prevista domani al Franchi alle ore 12.30. Ecco le dichiarazioni del tecnico viola.

Cosa si aspetta dalla sfida con l’Atalanta?

“Lavorare con questo clima è l’ideale. L’Atalanta è una delle squadre più forti del campionato, sarà una gara difficile. Sono contento di ritrovare i nostri tifosi, con le ultime prestazioni un po’ di entusiasmo è tornato, anche se da parte nostra non è mai andato via. Dopo le sconfitte cerchiamo di ottenere sempre il massimo e ci siamo riusciti in queste due gare. Speriamo di avere un po’ più di continuità, è quella che ci è mancato nel girone d’andata”.

L’Atalanta giocherà senza riferimenti:

“Boga, Malinovskyi, tanto per fare due esempi, giocano senza dare punti di riferimento. L’Atalanta è una grande squadre, come ho detto, soprattutto per come affronta le partite. Dobbiamo essere bravi e cercare di ripetere le altre due prestazione. Koopmeiners? È un centrocampista completo, di estrema qualità. Ha fatto vedere ottime cose in Italia, è un giocatore duttile e molto bravo”.

Aver vinto già due gare contro di loro condiziona la preparazione della gara?

“L’Atalanta affronta le gare allo stesso modo, sono una grande squadra. Dobbiamo resettare e fare qualcosa in più rispetto alle partite precedenti, che sono state molto equilibrate. Abbiamo vinto, ma poteva succedere di tutto. Per portare a casa un risultato positivo, dobbiamo sudare tantissimo”.

Dragowski può rilanciarsi?

“Ha questa occasione, è un portiere di valore. A volte alcune gerarchie cambiano ma non solo per le scelte dell’allenatore. Magari un giocatore si infortuna e sta fuori tre mesi e il sostituto fa bene e merita la conferma. Avrà voglia di rivalsa e sono sicuro che cercherà di fare una grandissima prestazione”

Allegri ha detto che la Fiorentina può rientrare nella corsa Champions?

“Mi hanno fatto piacere le sue parole, vuol dire che siamo nei pensieri delle altre squadre. Siamo temibili per tutti, abbiamo due gare da recuperare, se dovessimo ottenere bottino pieno, la classifica ci proietterebbe in una posizione diversa da quella di adesso. Il lavoro che siamo facendo è sotto gli occhi di tutti, dobbiamo esserne orgogliosi”.

Ha l’idea di costruire un percorso lungo a Firenze?

“Qui si lavora bene, c’è grande passione intorno alla squadra che ti spinge a non mollare mai. Qui c’è un qualcosa di straordinario, la prima cosa che ho cercato di ottenere è quella di creare un’identità forte, perché la città lo merita. Ci siamo riusciti, ma parlare di progetti a lungo termine del calcio è difficile. Possiamo costruire qualcosa di importante qui a Firenze. Io adoro vedere passione e attaccamento e capisco anche le critiche nei momenti di difficoltà. Mi piace da impazzire lavorare in questo clima qua”.

Piatek?

“Sono davvero contento, non solo per i gol fatti, ma per quello che vuole fare. È un professionista esemplare, pensa prima al bene della squadra e poi all’obiettivo personale. Sono rimasto stupito per come si è messo a disposizione, sa che deve muoversi in maniera diversa da come era abituato e lo sta facendo molto bene. Mi è piaciuto anche come è sceso in campo Cabral nei 15 minuti finale. Si vede che entrambi hanno voglia di entrare subito nei meccanismi della squadra”.

I rigori?

“Ne abbiamo parlato, chi se la sente batte, l’importante è non fare scenate, queste cose non vanno bene. Può capitare di sbagliare qualche rigore, ogni tanto c’è una maledizione che si abbatte sulle squadre. Cerchiamo di allontanarla, perché i rigori indirizzano le partite”.

Ikoné giocherà di più?

“È giovanissimo, ha doti da grandissimo giocatore. Sa sacrificarsi per la squadra, ma è arrivato in un reparto in cui i compagni si muovono in maniera egregia. Pian piano diventerà un giocatore importante per la squadra, per come giochiamo noi è un giocatore funzionale al massimo per le nostre idee. Non c’è fretta, è un investimento della società. In allenamento fa vedere delle giocate straordinarie, presto farà vedere il suo valore”.

Cosa manca a Maleh per fare il titolare?

“Le partite ed i campionati. È il primo in A in una grande squadra, è un ragazzo di estrema qualità che si allena sempre con massima concentrazione. Può essere più decisivo in area di rigore, ma col tempo diventerà un giocatore importante. È cresciuto in maniera esagerata, soprattutto grazie a compagni di valore”.

La parola chiave durante gli allenamenti è “meritocrazia”?

“Tutti sono alla pari, tutti hanno qualità e possono dare qualcosa partendo dall’inizio. Da quando faccio l’allenatore ho sempre evitato di far sentire un giocatore il titolare indiscusso e non essere mai messo in condizione. Certo, chi merita di essere riproposto, è normale che giochi anche la gara successiva, ma non deve esserci appagamento. Questa è la mia gestione, il mio modo di condurre il gruppo e qui a Firenze sta dando grandissimi frutti. I risultati sono arrivati, i ragazzi danno sempre il 100%, i dubbi di formazione tengono tutti sulle spine. Per il momento sono contento così”.

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