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E’ Alexander Blessin, classe ’73 e nativo di Stoccarda, il nome del nuovo tecnico del Genoa. Il terzo della stagione dopo Ballardini e Shevchenko. Il tedesco è chiamato alla difficile impesa di aiutare il Grifone a risalire il guado fino a raggiungere acque più tranquille.

Blessin ha firmato fino al giugno del 2024 dopo aver interrotto il rapporto con l’Ostenda, squadra del campionato belga dalla quale si è liberato attraverso la clausola rescissoria pagata dal DS del Genoa, Johannes Spoors. Il tecnico ha interrotto il rapporto lasciando la squadra in piena lotta retrocessione, non prima di aver scritto sui social un messaggio indirizzato ai tifosi belga in cui ha evidenziato come l’opportunità di allenare un club di Serie A per lui rappresenti un importante chance di carriera e un progetto in cui crede, seppure sia “arrivata improvvisamente”.

Le poche esperienze del tecnico riguardano il settore giovanile del Lipsia e successivamente l’esperienza con l’Ostenda in Belgio con cui ha raggiunto il quinto posto, sfiorando il piazzamento in Conference League. A Genova ritrova il direttore sportivo Spoors, con cui ha già lavorato proprio nel Lipsia.

QUALE FILOSOFIA DI GIOCO HA BLESSIN?

Le squadre da lui allenate si distinguono per la grande spinta e intensità degli esterni con il 3-5-2 come modulo preferito, alternato all’occorrenza con la difesa a quattro unita al tridente. Lo schema di gioco del neo allenatore tedesco prevede una grande aggressività difensiva; un utilizzo massiccio dei giovani su cui punta molto e alterna con grande abilità e uso delle rotazioni. La fase di non possesso prevede pressing “alla Gasperini” mentre in fase di possesso il play si muove in orizzontale davanti ai tre difensori per smarcarsi, fungendo da fulcro del gioco. Blessin pretende tanto; movimenti completi e continui della squadra anche senza palla a discapito di un dispendio energetico e mentale molto importante.

Blessin predilige un 3-5-2 molto compresso che sollecita molto gli esterni, un regista mobile che si muove orizzontalmente per ricevere il pallone. Il pressing senza palla deve essere pressoché costante.

L’ex collaboratore di Rangnick ha superato la concorrenza di Davide Nicola, Rolando Maran e van’t Schip. Ballardini, che portò il Genoa lo scorso anno a salvarsi e cominciato il campionato in corso era stato pronosticato come indiziato principale a tornare sulla panchina rossoblù. Il tecnico resta ancora sotto contratto, ma senza panchina. Il nuovo Genoa americano ha sorpreso tutti e scommette forte, ripartendo dalle idee del tecnico tedesco nel tentativo di salvarsi e riprendere per i capelli una stagione maledetta.

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