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L’uomo della svolta per la Fiorentina: quando Rocco Commisso è arrivato a Firenze, nell’estate 2019, ha dimostrato sin da subito di essere quello giusto per succedere ai fratelli Della Valle. Il club viola ha avuto una valutazione e poi ceduto intorno ai 130 milioni di euro, 150 per il presidente italo-americano. All’epoca, Diego Della Valle parlava addirittura di “sconto” ma quello che ci ha guadagnato di più è sicuramente l’attuale presidente della Fiorentina. Come riporta La Gazzetta dello Sport, solo con le cessioni di Chiesa (60 milioni) e quella che si sta per chiudere con Vlahovic (75), il magnate si è ripagato quasi per intero tutta la somma spesa per il club.

Commisso- Della Valle: la rottura con il passato

Un percorso di tante luci si, con qualche ombra però: Commisso ha sempre dimostrato una certa antipatia verso la Juventus e soprattutto per la famiglia Agnelli, attaccata anche nell’ultima intervista rilasciata al Financial Time. Ma gli affari di mercato fatti negli ultimi anni rivelano proprio il contrario: l’attuale numero 22 bianconero ha lasciato la Toscana nonostante il presidente avesse detto che “non sarebbe stato il suo Baggio“. Così anche per Vlahovic che, dopo le varie polemiche estive fra la dirigenza del serbo, sembrava essersi convinto di rimanere in viola per un altro po’ di tempo. E invece no, il numero 9 ha preparato le valigie e quasi sicuramente volerà alla volta di Torino.

Una storia che si ripete e che sancisce la totale rottura con la passata presidenza viola. Si perché Chiesa e Vlahovic erano degli acquisti di prospettiva fatti dai Della Valle, dirigenti che invece hanno fatto in modo che alcuni dei loro gioielli rimanessero in maglia viola. Come per Luca Toni, che non andò all’Inter, anche Mutu rimase alla Fiorentina nonostante l’insistenza della Roma per giocare il preliminare di Champions. Così come per Jovetic che aveva voglia di andare alla Juventus ma alla fine rimase. Volontà che nel patron Commisso sembrano proprio non esserci e questo atteggiamento divide la tifoseria viola che non vede di buon occhio il comportamento di questa presidenza.

Il malumore dei tifosi: Commisso come Joker a Ponte Vecchio

E proprio i tifosi della Fiorentina, dopo i vari striscioni offensivi nei confronti di Vlahovic, hanno preso di mira proprio Rocco Commisso. Su Ponte Vecchio figura infatti una foto di Commisso con la faccia da Joker, a dimostrare come, secondo loro, il patron viola si sia comportato da pagliaccio in tutta la situazione dell’attaccante serbo. C’è malumore tra i supporter della squadra toscana che non mandano giù la trattativa, a maggior ragione portata a termine con la Juventus, storica rivale.

Dello stesso parere è Gianni De Magistris che è intervenuto a Radio Punto Nuovo durante Punto Nuovo Sport Show. L’ex pallanuotista e tifoso della Fiorentina ha commentato così:

“La situazione Vlahovic non è stata gestita bene. Non ci sono più le bandiere e i presidenti di una volta. Adesso, molte proprietà sono straniere ed entrano per fare business. Firenze ha sperato sino all’ultimo che la storia avesse un altro epilogo. E poi l’essere andato alla Juventus, è quello che ha ferito di più i tifosi viola. Commisso? Ha fatto bene a venderlo ora, ma solo perché rischiava di perderlo a zero nei prossimi mesi. Questa formula fa subire i presidenti“.

Poi ha continuato:

“Commisso ha sbagliato a non rinnovare subito Vlahovic, che aveva voglia di firmare subito un paio di mesi fa. La Juventus sta facendo un colpo record per la sessione di gennaio. La Fiorentina ha sbagliato perché Commisso, pur dichiarando cose giuste e strali contro la Juventus, gli ha venduto il calciatore dopo una settimana. La situazione è stata gestita all’opposto di quella di Milenkovic, che invece ha firmato il rinnovo con i viola”.

Cosa succederà nel prossimo incontro fra Fiorentina e Juventus, che si terrà proprio allo stadio Franchi a fine maggio, ultima giornata di campionato, quando le due squadre si giocheranno un posto per l’Europa? Staremo a vedere, intanto Commisso può mettere da parte i 75 milioni e continuare a costruire il suo club, a propria immagine e somiglianza.