Il gol di Simy al 93° contro il Benevento ha sorpreso tutti. Soprattutto i giocatori del Cagliari che, pronti per andare a San Siro, si sono trovati a gioire per la salvezza nei corridoi del loro hotel, dileguando la paura e la tensione che li attanagliava ormai da diversi mesi che li vedeva a un passo dal baratro della B.

È  facile capire cosa stessero provando dal volto del Presidente Giulini nel prepartita ai microfoni di Sky. Un uomo distrutto dalla fatica, che finalmente si è liberato di un macigno che non riusciva quasi più a sostenere.

Eh sì, sapeva bene che se fosse successo l’irreparabile la responsabilità sarebbe stata praticamente solo la sua.

Eppure le promesse erano buone: una rosa competitiva, che già la stagione precedente aveva fatto bene soprattutto nel girone di andata, rinforzata con qualche elemento di esperienza come Godin e qualche giovane di prospettiva; un allenatore esperto come Di Francesco in grado di gestire meglio lo spogliatoio, esploso durante l’ultima parte della gestione Maran; una città entusiasta anche per i festeggiamenti del Centenario.

Ma qualcosa inizia a scricchiolare. I risultati non arrivano, il trend di Di Francesco, dopo un buon avvio, sembra essere quello dell’anno precedente al timone della Sampdoria: dal 7 novembre la squadra non vince più, in 17 partite solo 5 punti. La Serie B è a un passo.

Quello che ha lasciato interdetti un po’ tutti, dagli addetti ai lavori ai tifosi, è stata la decisione del Presidente di rinnovare il contratto al tecnico abruzzese anche dopo il KO contro il Genoa alla fine del girone di andata con il Cagliari terzultimo in classifica. Motivo? In un ambiente sereno si lavora meglio ed il tecnico ha la squadra in mano. Effettivamente la lotta per non retrocedere è ancora molto aperta con diverse squadre coinvolte.

Purtroppo la situazione non cambia, un punto in cinque partite, la sconfitta casalinga contro il Torino e la salvezza che ora è a 5 lunghezze.

A questo punto Giulini comprende che è ora di correre ai ripari, prendendosi sempre le sue responsanbilità: via Di Francesco; richiama Capozzucca, uomo di esperienza e grande carisma; in panchina Semplici, un allenatore che sa come gestire situazioni del genere e che dopo la doppia promozione aveva già portato la Spal alla salvezza al suo primo anno in A.

I risultati arrivano immediatamente con due vittorie consecutive, alla fine saranno 22 punti in 14 partite (compreso il bel pareggio con il Milan) che portano il Cagliari alla salvezza a 2 giornate dalla fine, con grande gioia dei tifosi sardi e con un sospiro di sollievo del Presidente Giulini, che non poteva macchiare indelebilmente l’anno del Centenario con la retrocessione in Serie B. Adesso sarà tempo di programmare la prossima stagione, magari ancora con Semplici in panchina (non so cosa ancora debba dimostrare), ma sicuramente per non ripetere una stagione con montagne russe di emozioni come quella che si sta concludendo.